Intervista ai Negramaro

di admin

Sono queste le peculiarità che caratterizzano maggiormente il gruppo che negli ultimi anni sta spopolando nel panorama musicale italiano, i Negramaro.
Da una delle stupende spiagge salentine risponde alle nostre domande Andrea Mariano, tastierista dei Negramaro.

Intervista tratta da Pillbox

Come vi è venuto in mente di dare alla band il nome di un vino?
«All’inizio suonavamo nelle cantine in cui riposava proprio il vino dal quale abbiamo preso spunto, quindi quando ci siamo trovati a dover decidere che nome dare alla band, Negramaro ci sembrava una soluzione che potesse funzionare.»

Domanda di rito. C’è un gruppo in particolare da cui prendete spunto o che stimate particolarmente?
«Onestamente non c’è un gruppo in particolare. Gli ascolti sono diversi e le contaminazioni arrivano da più parti. Più che altro seguiamo una filosofia artistica che si avvicina molto a quella anglosassone. Puntiamo sull’immediatezza del messaggio cercando di evitare sofisticazioni che potrebbero non essere accessibili a tutti. Cerchiamo di interpretare le emozioni del tempo in cui viviamo e di trasformarle in musica.»

Dopo il vostro ultimo album, che ha avuto un grandissimo successo, cosa dobbiamo aspettarci dai Negramaro?
«Sicuramente proveremo ad andare avanti. Nonostante gli importanti risultati ottenuti con il nostro ultimo lavoro non ci accontentiamo. Vorremmo evitare di rimanere sulle nostre posizioni e cercheremo di trovare nuovi stimoli, magari buttando un occhio anche sul panorama musicale all’ estero.»

Negli ultimi anni il Salento è stato letteralmente rilanciato, sia per quanto riguarda il settore turistico che per le tradizioni, soprattutto musicali, basti pensare alla riscoperta della pizzica.Cosa ne pensi?
«Sicuramente è un fatto positivo che una terra affascinante come la nostra venga valorizzata, e così anche le sue tradizioni. Tuttavia non vorrei che ci si concentri troppo su una sola parte della produzione artistica locale. Ci sono anche altre importanti realtà e produzioni artistiche che dovrebbero ricevere maggiore attenzione.»

In questo numero Pill Box ha voluto porre particolare attenzione alla televisione nelle sue diverse forme e manifestazioni. Che idea ti sei fatto della televisione e come vorresti che fosse?
«L’impressione che ho guardando la TV in Italia e confrontandola anche con quella di altri paesi è che ci sia un appiattimento generale. Una sorta di mancanza di idee. Per trovare la qualità in televisione bisogna ricercarla e non sempre si riesce nell’intento. Essendo un mezzo importante, lo è stato anche per i Negramaro, bisognerebbe farne un migliore utilizzo. Come specchio della società credo che la responsabilità sulla qualità dell’offerta televisiva non sia univoca. TV e pubblico è come se si influenzassero a vicenda. La TV per fare audience deve seguire i gusti degli spettatori. Quindi possiamo dire che abbiamo la televisione che ci meritiamo.»

Saggia considerazione.
Speriamo che la musica si salvi da chi l’ascolta.

 

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