Gingergeneration intervista Paolo Belli

di admin

Girava per il backstage della festa del ‘Primo Maggio’ a Roma da una parte all’altra, come fosse casa sua. Era amico di tutti, tutti lo salutavano e anche quando lo abbiamo fermato noi per intervistarlo si è mostrato molto semplice e umano. Per niente snob, un uomo alla mano, semplice, un uomo col successo per le mani e non dev’essere un caso se la carriera gli è andata a gonfie vele.

Dalla musica alla tv

Paolo ha composto i suoi "Ladri di Biciclette" nel 1984 su ispirazione di un film di Vittorio De Sica. Da allora furono successi, su successi, riconoscimenti, su riconoscimenti: il Festival di Sanremo, il Festivalbar, i duetti e nel 2000 anche la tv. Paolo da musicista d’alto livello e di enorme umanità diventa un co-conduttore di punta del grande schermo nel programma Ballando con le stelle. Niente da fare il cantante ha tutto un altro swing. 

Qual è il mondo che vorresti?
Potrei dirti quello che potesse avverare tutti i sogni che questi ragazzi nella piazza hanno. In questo momento ce n’è uno che mi preme ancora di più: il lavoro per tutti questi ragazzi. Ho visto nei loro occhi una grandissima voglia di vivere, un grande entusiasmo nei loro occhi. Lo stesso che avevo io alla loro età.

Alla loro età quale era il tuo sogno?
Sognavo di fare il lavoro che faccio. Sognavo di lavorare con quello che mi piace fare. Sono due volte fortunato: ho il lavoro che mi sono scelto, ma sono anche un uomo fortunato perchè ha scelto di vivere con una donna da ventisei anni, continuo ad essere assieme a lei, ho un modo di vita sereno, ho tanti amici…

Sei anche un personaggio televisivo oltre che un grande musicista…
Il mio è un lavoro come un altro. Mi sento fortunato perchè ho tutto quello che ho voluto e me lo sono conquistato.

E come hai fatto?
Lavorando, studiando, impegnandomi

Ma c’è sempre un contatto che ti cambia la vita?
La mia esperienza mi porta a dire che è la coerenza… Se tu sei una persona coerente diventi credibile! In qualsiasi campo se tu sei coerente e credibile se ne accorgono anche gli altri. Perciò ti dico che sono diventato quello che volevo. Ma ci sono persone che sognavano di diventare dottori che sono diventati dottori. Non è che lavori per televisione e sei un grande!

Ci sono anche dottori che sono ottimi musicisti, Enzo Jannacci…
Hai toccato proprio il tasto importante… Jannacci è il mio maestro! Io ho sempre voluto essere un poeta come lui. Lui un giorno mi ha detto che non è che è un poeta, è una persona coerente. Questo è quello che lui mi ha insegnato e a questo devo il mio successo.

 

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