Il fenomeno delle fashion bloggers è ormai in espansione e da ogni lato della blogosfera sbucano nuove pagine: si tratta di ragazze con la passione per la moda, che decidono di mettere online i loro outfits e pensieri. In America sono molto famose e siedono in prima fila alle sfilate. Come non citare la piccola Tavi? In Italia il fenomeno ha preso piede da poco ma sta riscuotendo grande successo (basta guardare la pagina Italian fashion bloggers su facebook, che conta 949 iscritti). Oggi intervistiamo Cécile, autrice del blog L’armadio del delitto.

L’intervista

Come è nata l’idea del blog?
Mi piaceva scrivere testi corti e umoristici su qualsiasi argomento, e ho pensato che sarebbe stato carino avere uno scambio con altre ragazze. Siccome leggevo molti blog di moda e di vintage, avevo voglia di dire la mia sull’argomento, ma senza prenderlo troppo sul serio. Così è nato l’armadio del delitto.

Cosa ti affascina del vintage, così presente nei tuoi outfits?
E’ una questione di gusto: sono affascinata dagli abbinamenti così poco scontati delle mie blogger preferite (andate a vedere le "vintage girl" sulla mia blogroll: oltre ad essere stilose, hanno tutte l’aria troppo simpatica!), il tocco di originalità che può dare un pezzo vintage, e diciamocelo: anche il rapporto qualità-prezzo mi affascina! Per esempio ho appena trovato un blazer Calvin Klein vintage che mi è costato la metà di uno Zara. Però il taglio e il tessuto non c’entrano con Zara!

Dove fai shopping? Nei negozi second-hand o ti affidi all’armadio della nonna?
Un po’ di tutto! Indosso i vestiti che aveva mia madre da giovane, compro molti capi nei negozi di vintage, e passo delle ore nei mercatini. Faccio anche shopping nei negozi tradizionali, con una preferenza per le marche francesi come Isabel Marant, Comptoir des Cotonniers, Zadig & Voltaire, ecc.

Dedichi molto tempo alla scelta degli abiti? Da chi ti fai fotografare?
Sono molto rapida a vestirmi: apro l’armadio e prendo ciò che mi ispira in quel momento preciso, provando a non abbinare i miei vestiti sempre alla stesa maniera. I miei esperimenti funzionano meglio certi giorni di altri, ma non sono una perfezionista, e quindi non ci accordo molta importanza. 
Mi fotografa mio marito, che nel blog si chiama il signore del Delitto. Più raramente, quando sono in Francia, è la maman del Delitto a fare le foto.

Sei di origini francesi, ma vivi in Italia. Cosa ami maggiormente della moda di questi due Paesi?Della moda francese, mi piace il naturale, la capacità di essere chic senza essere tirata. Lo stile di Charlotte Gainsbourg è per me il simbolo dello chic francese.
Della moda italiana, mi piace la femminilità e l’eleganza, anche fra le ragazze più alternative.

Ho visto che ti occupi anche di musica e cinema. Il mondo della moda e quello della cultura sono conciliabili?
Basta vedere quanto certi registi curano lo stile vestimentario dei loro personaggi per convincersi che la moda e il cinema sono legati. Guardate lo stile di Woody Allen! E quello di Wes Anderson! I vestiti per loro sono un elemento estetico allo stesso titolo che i colori dei paesaggi o la luce.
La moda, che non c’entra con l’amore dello shopping, è un’attività decisamente creativa!

Pensi che il fenomeno delle fashion bloggers sarà duraturo?
Non so quanto sarà duraturo, ma in Italia, il fenomeno è arrivato con diversi anni di ritardo nei confronti della Francia o dell’America, e quindi abbiamo un bel po’ di tempo davanti a noi.