GingerGeneration.it

Esistono ancora lavori da uomini?

scritto da Elena Guzzella

ManoMano.it, il primo e-commerce dedicato al fai da te e al giardinaggio, lo ha chiesto a due donne che operano con successo in ambiti tipicamente maschili: l’edilizia e i videogiochi.

Quando si parla di lavoro si tende a fare una certa distinzione fra mansioni “più da uomini” o “più da donne”. Secondo le elaborazioni dell’Ufficio studi della Camera di commercio di Monza e Brianza su dati Registro Imprese, nel corso del 2015 tra i nuovi iscritti ad attività artigiane mascoline, 1 su 5 è donna. Prendendo il settore idraulico come esempio, tra il 2011 e il 2015 c’è stato un aumento dell’11,5% delle imprenditrici, mentre gli uomini sono diminuiti del 5,4%. Ma non solo, in Italia si contano 3000 camioniste, 480 elettriciste, 1000 tappezziere, 2700 fabbre, 1230 meccaniche e circa 300 falegname.

Anche i dati di ManoMano.it, sito dedicato alla vendita di materiale per il fai da te e il giardinaggio, confermano questa tendenza, registrando un aumento della clientela del gentil sesso del 22% rispetto al 2015. Sì, le donne si interessano ai lavori manuali e sono sempre più protagoniste delle attività di fai da te, soprattutto quelle legate alla decorazione d’interni e alla ristrutturazione della casa.

Per quanto spesso questo tipo di stereotipi di genere venga considerato antico e superato, l’idea che una donna faccia la camionista o che, più in generale, sia inserita in un ambiente ad alta percentuale maschile viene ancora considerata bizzarra. Il tasso di disparità tra uomini e donne in determinate professioni è ancora altissimo: 99,8% per sergenti, sovrintendenti e marescialli delle forze armate, 97,4% per operai specializzati dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici e per conduttori di veicoli, di macchinari mobili e di sollevamento (dati Istat, Rilevazione sulle forze di lavoro).

Ma esistono davvero lavori da uomini e lavori da donne? ManoMano.it lo ha chiesto a due donne che operano con successo da anni in ambiti tipicamente considerati maschili: l’edilizia e i videogiochi. Ci hanno raccontato la loro storia e le difficoltà che hanno incontrato durante il loro percorso “poco convenzionale”.

Fjona Cakalli: redattrice in ambito videogiochi e tecnologia 

www.gamesprincess.it

www.techprincess.it

Perito Turistico con una grande passione per le lingue straniere, ha iniziato a coltivare la sua ambizione di creare qualcosa di personale sul mondo dei videogiochi durante il periodo di studi universitari in Marketing e Comunicazione presso l’università Bicocca di Milano. Da qui nasce GamesPrincess, il primo sito italiano di videogiochi curato da sole ragazze: inizialmente è solo un blog personale, ma, con il passare del tempo, si aggiungono diverse ragazze con la voglia di dire la loro in questo ambiente tipicamente maschile.

Dopo qualche mese di lavoro, GamesPrincess si trasforma così in un vero e proprio magazine. A qualche anno di distanza nasce anche TechPrincess, altro magazine tutto al femminile con l’obiettivo di spiegare la tecnologia in modo semplice e alla portata di tutti.

“Ho sempre amato i videogiochi e – con gli occhi di una bambina – non li ho mai visti né percepiti come qualcosa di maschile, anche perché ho sempre giocato con mia madre sin da quando avevo 4 anni.”

Oltre all’amore per i videogiochi c’è anche quello per la danza classica che però, per questioni fisiche, non può portare avanti. Sceglie comunque di intraprendere una carriera spinta dalla passione.

Nella sua ottica, i lavori “da uomini” e “da donna” ci sono sempre stati e sono convenzioni imposte dalla società, ma le cose stanno cambiando e molti lavori un tempo considerati da donne ora sono anche per uomini e viceversa. Il suo consiglio per fermare gli stereotipi è quello di farseli scivolare addosso senza essere influenzati dalle opinioni degli altri: solo allora frasi come “non fa per te”, “quella è roba da uomini” smetteranno di fermare le donne dall’intraprendere una carriera solo perché considerata maschile.

“Sono convinta che ognuno dovrebbe avere la possibilità di scegliere (anche se non sempre accade) il lavoro che più gli piace o che più gli si addice senza paura di essere giudicati.”

Luisa Bresolin: architetto presso cantieri edili e interior designer

luisabresolinarchitect.com

Laureata nel 2011 con la lode in Architettura alla facoltà di Architettura e Ingegneria Civile presso il Politecnico di Milano, durante i suoi studi ha sviluppato un forte interesse per nuovi modi di costruire, innovativi e moderni. Nell’estate del 2008 va a lavorare per il più importante studio di architettura del Canada a Vancouver, il James K. M. Cheng.

“Passavo le giornate dietro al PC. In quegli anni ho capito che volevo vivere in prima persona
l’esperienza del cantiere, lavorare su progetti di piccola scala e ristrutturazioni. Mi mancava anche l’aria di casa, la nostra cultura e paesaggi”.

Decide così di investire i soldi risparmiati in Canada in un appartamento da ristrutturare totalmente in Croazia, con l’idea di rivenderlo in seguito.

“Ho preso martello, trapano e smerigliatrice in mano e ho iniziato a rimuovere l’intonaco, a ristrutturare tutte le antiche travi a vista, a rimuovere il pavimento esistente, a dipingere i muri e a sistemare gli scuri in legno.

Ovviamente in cantiere c’erano dei lavori che non sapevo fare e ho avuto il supporto di elettricisti, idraulici e muratori per i lavori più duri. All’inizio erano un po’ scettici nei miei confronti: vedevano una ragazza bionda, alta a stento 1,60 e piuttosto magra che passava le giornate in cantiere.

Poi mi hanno visto all’opera, hanno visto il vero impegno e mi sono guadagnata il loro rispetto”.

Durante la sua vita in cantiere, decide di riprendere il suo lavoro con una videocamera portatile, con l’intenzione di creare un blog per tutte le donne che amano il fai da te, ma si presenta l’occasione di avviare una collaborazione con il programma Detto Fatto. Inizia così un’avventura di quasi due anni in cui si occupa di spiegare come fare lavori di ristrutturazione, decorazione di interni e creazione di oggetti di design con materiale di riciclo. Questo la porta a lavorare in tutta Italia, dove attualmente, insieme alla Croazia, porta avanti la sua attività.

Per una donna, fare un lavoro in un ambiente di soli uomini può essere difficile e c’è il rischio di imbattersi in una certa ostilità da parte del sesso opposto.

“All’inizio non ti prendono mai seriamente, poi però quando ho dimostrato di credere davvero nei progetti e di lavorare duramente, hanno iniziato a rispettarmi. Credo che in generale non esistano lavori da uomini o da donne, o meglio, le donne hanno un solo limite, quello fisico. In cantiere possono svolgere le stesse mansioni degli uomini, ma anziché sollevare 50 kg di cemento alla volta, ne sollevano 25 kg e poi altri 25 kg. Anche quando ero in Canada, in un cantiere che ho visitato, c’erano un paio di donne che facevano le muratrici ed erano rispettate. Alle donne che vogliono perseguire una carriera come la mia consiglio di credere in loro stesse e nei loro progetti. La forza di volontà va oltre il limite fisico. Buona fortuna!”

ManoMano.it

ManoMano nasce nel 2013 da un’idea di due colleghi di lavoro, Philippe de Chanville e Christian Raisson, entrambi appassionati di fai da te. Entrambi si rendono conto che c’è qualcosa che manca nel mondo del bricolage e del giardinaggio: la scelta online di prodotti specifici per realizzare i loro progetti è molto limitata. È così che nasce l’idea di creare ManoMano, oggi primo e-commerce di fai da te e giardinaggio in Europa. ManoMano ha chiuso il 2016 con un volume d’affari di 90 milioni di euro, e conta oggi 180.000 prodotti sul sito italiano e oltre 100 collaboratori che dalla sede parigina gestiscono le operazioni internazionali in Italia, Spagna, Belgio, Regno Unito e Germania.