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Concorso EF: Sport e vacanza, crescere divertendosi!

scritto da admin

Per il Concorso EF, vi abbiamo chiesto di scrivere il racconto di una vacanza; le risposte vengono pubblicate e le più votate potranno vincere la borsa di studio per una vacanza studio EF. Ecco la risposta di Beatrice! Se vi piace, condividetela per aiutarla a vincere.

La vacanza che più mi ha fatto crescere l’ho vissuta a soli dodici anni.
Quell’estate sembrava non essere iniziata nel modo migliore, la mia sorellina infatti si era rotta il femore ed era costretta a stare immobile a letto per ben due mesi con un caldo pazzesco!! Le vacanze in famiglia quindi erano tutte annullate ma non osavo dire nulla perchè non era colpa di nessuno se non partivamo ed ero tanto dispiaciuta per la mia povera sorella! All’inizio di luglio però mi arrivo una lettera (si proprio a me!!) con all’interno una convocazione per un importante torneo di tennis.
Ero molto felice di essere stata scelta, era il mio primo anno di agonismo e subito si stava riempiendo di emozioni! Senza esitare sono partita per ben 15 giorni lontano da casa, senza conoscere nessuno ma non ero per nulla spaventata. Appena arrivata al centro tecnico quasi nessuno si conosceva ma dopo 5 minuti sembravamo tutti amici di una vita.
Mi sono allenata molto duramente, 8 ore al giorno con pause solo per pranzare, ma non mi sono mai sentita stanca. In questa esperienza ho imparato cosa vuol dire lavorare duramente, impegnarsi, sacrificarsi e confrontarsi con le altre persone.
Ho inoltre potuto capire che gli “avversari sul campo” possono essere ( e sono diventati) grandi amici nella vita, che impegnarsi tanto in una cosa può portare grandi risultati e che se si raggiunge un obiettivo sudando tanto si è molto più soddisfatti quando si ottiene!
Dopo questi 15 giorni ero felice di riabbracciare la mia famiglia ma anche un pò triste di dover salutare amici e maestri! Appena sono salita in macchina per tornare a casa, dopo aver salutato i compagni di viaggio, mi sono addormentata per ben 5 ore e mia sorella e mia mamma hanno dovuto aspettare tutto il giorno per farsi raccontare la mia esperienza della quale, tutt’ora, non ho smesso di parlare!