GingerGeneration.it

Addio Steve Jobs. Genio e follia dell’era moderna.

scritto da Alice Ziveri

E’ morto stanotte, a 56 anni, Steve Jobs, co-fondatore di Apple e forse il più grande genio e sognatore dei nostri tempi.
Apple ha perso un visionario e un genio creativo, il mondo ha perso un fantastico essere umano. Quelli che hanno avuto la fortuna di lavorare con Steve hanno perso un grande amico, ed un mentore di grande ispirazione. Steve lascia un’azienda che solo lui avrebbe potuto costruire, e il suo spirito sarà per sempre la base fondante di Apple.
Così si legge sulla homepage della mela più famosa del mondo.

A Steve Jobs era stato un cancro al pancreas nel 2004, e da allora non ha mai smesso di combattere con problemi di salute. Si assentò la sua stessa azienda per la prima volta nel 2009, in seguito ad un trapianto di fegato, ed una seconda volta a Gennaio di quest’anno – per poi licenziarsi ufficialmente ad Agosto, lasciandola nella mani del suo successore, Tim Cook.
Impossibile riassumere in poche righe la vita e la rivoluzione tecnologica (e non solo) di un uomo il cui spirito è ben espresso dalla celebre frase pronunciata in un discorso all’università di Stanford del 2005: “Stay hungry, stay foolish.Un uomo le cui idee sono riuscite a portare l’informatica nelle case di tutti, a dare nuova forma all’industria musicale, a rivoluzionare il mondo dell’animazione e a scuotere i modelli di distribuzione televisiva e cinematografica. I prodotti della casa di Cupertino, lontano dall’essere solo innovazioni tecnologiche per pochi esperti del settore, sono entrati nella vita quotidiana di ciascuno di noi sconvolgendo totalmente il nostro modo di approcciarsi a certe realtà: pensiamo ad iTunes, all’iPod, all’iPhone, all’ultimo arrivato iPad. E, naturalmente, il Macintosh, il primo personal computer di successo commerciale – non c’è bisogno di dire quanto questo aggeggio abbia cambiato il mondo. Sapevate che il primo spot televisivo del Mac era stato diretto da Ridley Scott?

Tutto il mondo sta condividendo, in questi momenti, pensieri e ricordi per Steve Jobs. Il suo stesso “avversario” più grande (se così si può chiamare), Bill Gates, è stato fra i primi a dirsi “estremamente rattristato”.
Io e Steve ci siamo incontrati per la prima volta circa 30 anni fa“, scrive il fondatore di Microsoft sul suo sito, “siamo stati colleghi, concorrenti e amici per più di metà delle nostre vite. Raramente il mondo ha a che fare con qualcuno che abbia l’impatto profondo che ha avuto Steve, i cui effetti si sentiranno per generazioni a venire. Per chi è stato abbastanza fortunato da lavorare fianco a fianco con lui, è stato un grandissimo onore. Steve mi mancherà immensamente.
Lo stesso presidente Barack Obama si è espresso dicendo che Steve Jobs “esemplificava lo spirito dell’ingenuità americana. Steve è stato uno dei più grandi innovatori d’America – abbastanza coraggiosi da pensare in maniera diversa, abbastanza audaci da credere di poter cambiare il mondo, e con abbastanza talento da poterlo fare davvero.

Concludiamo con un pensiero di Steve Jobs stesso, un pensiero che condivise con gli studenti di Stanford sperando che potesse insinuarsi nelle loro menti e nei loro cuori come ispirazione a non abbandonare i sogni.
Nessuno vuole morire. Anche chi vuole andare in Paradiso, non vuole morire per arrivarci. Eppure la morte è la destinazione comune a tutti noi. Nessuno vi è mai sfuggito. Ed è così che deve essere, perchè la morte è probabilmente la migliore invenzione della vita. E’ il fattore determinante della vita. Spazza via il passato per fare spazio al Nuovo. Ora il Nuovo siete voi, ma un giorno non troppo lontano, gradualmente diventerete il Vecchio, e sarete spazzati via. Scusate se sono drastico, ma è proprio così. Il vostro tempo è limitato, quindi non perdetelo vivendo la vita di qualcun’altro. Non lasciatevi intrappolare dai dogmi – ovvero, vivendo sulla base di ciò che gli altri pensano. Non lasciate che il brusio delle opinioni degli altri soffochi la vostra voce interiore. E soprattutto, abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e il vostro intuito. In qualche modo, loro sanno già quello che volete davvero diventare. Tutto il resto è secondario.
Lui ci è riuscito.
Riposa in pace, Steve.

Ascolta il discorso di Stanford