A scuola di teatro con Andrea Garinei

di admin

La recitazione rispetto al canto e al ballo non può essere spettacolarizzata in quattro e quattr’otto, è una forma artistica piena di sfaccettature che ai non addetti ai lavori possono sembrare superflue. Un attore giustifica ogni gesto che compie e ogni parola che emette. Ognuno di noi ha caratteristiche che altri non hanno. Siamo unici, sono le nostre esperienze ad averci resi tali.

 

Il teatro
E molto difficile riassumere in due parole cos’è il teatro. Una cosa è certa, sempre più spesso in televisione lo utilizzano in maniera impropria e hanno fatto della recitazione una vera moda. Non è così. Prima di definirsi attori c’era una vastissima cultura con la quale doversi confrontare, la recitazione va alimentata ogni giorno, con la ripetizione e lo studio di testi scritti da letterati che nel tempo non dimenticheremo mai, come Pirandello, per citarne uno. La recitazione è scoprire personaggi nuovi dentro di noi e questo non è possibile che accada in poco tempo e che venga commercializzato come il frutto del peccato dal quale tutti vorrebbero lasciarsi tentare. Il teatro è leggere una scena e montarla, con relativi movimenti e cercare di diventare un’altra persona.

La scuola "Ribalte"

La scuola di recitazione "Ribalte" si costituisce di nove mesi intensivi di recitazione, canto, ballo, dizione e tutto quello che può appartenere alla carriera di un attore. L’idea è del maestro Enzo Garinei che dà vita al progetto a metà anni Ottanta. E’ la recitazione il miglior modo per scoprire noi stessi, i nostri difetti, la nostra personalià. L’orario settimanale della scuola si costituisce di varie lezioni tra il corpo docenti c’è anche Andrea, figlio di Enzo. Ha recitato con Remo Girone ed Eleonora Giogi in Fiore di cactus, recentemente. Insegna recitazione e ci ha concesso due chiacchiere in esclusiva per noi di Gingergeneration.it.

L’intervista ad Andrea Garinei

E’ stato facile per te diventare attore?

No, assolutamente, perchè legato al peso del cognome che mi onoro di portare. E’ un peso perchè la gente fa dei paragoni che scattano automaticamente. Ho riflettuto molto quando mi sono accorto che era un reale desiderio quello di voler fare l’attore. Mi sono messo alla prova, ho studiato e cercato di fare un percorso il più possibile completo, anche se in questo mestiere non si finisce mai di imparare. Ad oggi non sono affatto pentito della scelta fatta.

Quali sono le prime difficoltà a cui va incontro una persona che decide di intraprendere questo percorso?

Mah, innanzitutto le difficoltà sono legate al periodo. Da tempo c’è grossa crisi e si è troppi per i posti di lavoro a disposizione. Inutile dire che la concorrenza è spietata. Certo le difficoltà sono anche legate a quello che una persona si aspetta da questo lavoro. Basta accendere la tv e rendersi conto dei ragazzi esposti ad una visibilità esagerata. Spesso si vuole raggiungere un alto obiettivo, ma non si ha la coscienza della realtà! E’ importante non fermarsi e studiare, studiare molto per raggiungere determinati obiettivi. Il fatto che si vada in televisione facilmente svia e non si arriva a capire che successo significa sacrificio, impegno, cercare un miglioramento continuo.

Imparare a memoria i testi è una delle prime difficoltà che i ragazzi delle scuole di recitazione incontrano, come si può far fronte a questa difficoltà?

Prima di pensare agli esercizi è necessario un cambio di mentalità: essere entusiasti, interessati, vogliosi di interpretare; il chè significa memorizzare il prima possibile ed entrare nelle corde di quel personaggio. Tecnicamente ci si può registrare e riascoltarsi quotidianamente per far fronte al problema della memoria. Per un allievo è importante ascoltare oltre che interpretare. Ascoltando si memorizza più in fretta.

E’ vero che un attore si può definire tale solo dopo una certa età perchè non ha vissuto un tot d’esperienze?

Si dicono tante cose, ma non è certezza. Sicuramente un bagaglio di esperienza maggiore riesce a dare più spunti e più sicurezza al momento in cui lo studente viene chiamato ad interpretare un personaggio. Tutti i personaggi hanno avuto delle esperienze di vita. Gli autori stessi hanno attinto dalle nostre vite, magari!

Che differenza c’è secondo te tra gli attori italiani e gli attori stranieri?

In America se arrivi ad un certo punto hai possibilità di essere catapultato in un’altra realtà. In queste Accademie si parla sempre più spesso di full immersion totale, dalla mattina alla sera, non si fa altro che teatro. La tua vita cambia radicalmente per tutta la durata del corso, che varia dai tre ai cinque anni. Ultimamente si parla di crisi di cultura ed economica, ci saranno sempre meno fondi. Per la formazione lo Stato dovrebbe investire di più.

Banalmente, si dice che gli attori italiani si montano la testa più facilmente di quelli stranieri…

Certo, in Italia basta andare in tv per un qualsiasi motivo o basta vedere programmi come "Uomini e Donne" per capire qual’è il livello. Questo genere di trasmissioni all’estero non vengono proprio presi in considerazione, trascendono nel gossip, nel glamur, sono un’altra cosa!

A proposto di televisione la formula recitazione/ canto/ ballo è il concetto basilare della vostra scuola ed è stata spettacolarizzata dalla tv…

Si, ma a livello molto improprio. In questi show sono due gli aspetti professionali perseguiti. Quasi mai si parla di recitazione, perchè è troppo complicata e difficile per poter passare attraverso un canale mediatico in cui vieni seguito se poi non c’è un insegnamento dietro. Tant’è vero che non si vede mai una scena montata dall’inizio che abbia degli sviluppi, che si scelgano delle persone piuttosto che altre. Nel canto e nel ballo quesye dinamiche sono più semplici e diverse.

Da quanti anni insegni nella scuola di tuo padre?

Sono circa quindici anni, con interruzioni dovute ad impegni professionali.

Vi create delle aspettative sugli alunni che scegliete?

Certo. Alcune vengono deluse perchè inevitabilmente si investe su una persona, ma i ragazzi continuano a vivere la loro vita fatta di altro. Nella maggior parte dei casi le aspettative che ci creamo vengono confermate.

Non troppo tempo fa ti abbiamo visto in "Fiore di Cactus", sei soddisfatto del ruolo che ti hanno dato? La tournèe avrà una continuazione?

Si, la tournèe ci sarà per un secondo anno, come in tutti gli spettacoli l’investimento è sempre biennale, nel nostro caso ancora di più perchè abbiamo cominciato tardi siamo partiti con molti dubbi, c’era il debutto in palcoscenico di Eleonora Giorgi. Remo Girone è un attore di estrazione drammatica e non da commedia, quindi i punti interrogativi erano tanti. Il fatto che la commedia sia andata bene apre una grande aspettativa per il secondo anno. Bisognerà solo assicurarsi che il cast sia sempre lo stesso. Per quanto mi riguarda è stata una bella esperienza, mi sono confrontato con un ruolo che molti anni fa era stato di mio padre. E’ stato divertente l’aver attinto ai miei ricordi d’infanzia. Ho interpretato il ruolo sulle mie corde, ma ho attinto da alcuni suoi piccoli particolari. Spero solo che il prossimo anno ci siano meno difficoltà creative e organizzative.

 Foto copertina: Flickr.com

 

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