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Mille: ecco chi è la cantante di Animali (intervista!)

scritto da Alberto Muraro

Ginger Generation intervista quest’oggi Mille, una delle artiste indie solsite emergenti più interessanti in circolazione. Di Mille molti di voi lettori si ricorderanno di certo per X Factor: l’artista era infatti la leader dei Moseek, uno dei gruppi della squadra di Skin.

Qualche settimana fa Mille (vero nome Elisa Pucci) ha pubblicato su Youtube il suo nuovo singolo, intitolato Animali.

Il pezzo, che potete ascoltare qui sotto, è stato così commentato dall’artista:

Più il futuro spaventa e più si avverte il bisogno di codificarlo, quantomeno prevederlo. Ma se penso alle canzoni, e a quello che scrivo, credo che abbiano a che fare con la scia dell’entusiasmo, con l’istinto e con la mia faccia. Non andrei mai in disaccordo con queste tre cose.

 

Per questo ho scelto “Animali” come primo singolo e ho voluto che il videoclip fosse pubblicato in questo periodo in cui l’entusiasmo è fondamentale: i bar sono chiusi per adesso, pensiamo a questi luoghi con malinconia, ma riapriranno e torneremo alla vita di tutti i giorni governata dall’eterna lotta tra istinto e ragione; siamo animali abituali.

Qui sotto potete recuperare la nostra intervista esclusivs a Mille!

Ciao Elisa! Oggi parliamo del tuo nuovo singolo Animali, ci racconti com’è nato originariamente?

E’ una delle prime canzoni in italiano che ho scritto, in un momento di auto-quarantena in cui tutti i giorni erano uguali. Conservo ancora la registrazione vocale fatta col telefono di quando ho composto il ritornello: l’ho cantato di getto, non avevo appuntato nulla, avevo una melodia e delle parole da dire, ed è quello che conoscete, non ha subito modifiche.

Leggevo che questo è il primo singolo che hai scelto per il tuo progetto. A che tipo di canzoni stai lavorando? Quando usciranno?

Ho scritto tantissime canzoni, Animali è il singolo d’esordio uscito in radio l’8 maggio, ha appena iniziato a volare. Le altre canzoni nascono tutte piano e voce e immagino, come per Animali il suono di un giradischi moderno.

Il nostro pubblico è composto soprattutto di giovani ragazze. Qual è il messaggio più importante che tu come donna ti senti di condividere con loro?

Mi sento di invitare a salvaguardare la propria unicità, a riconoscersi nelle esperienze e nei difetti, a disincentivare il peso degli obiettivi e a concedersi la possibilità di sbagliare. Viva i salti nel vuoto, alla scoperta della propria identità.

La tua musica con i Moseek e la tua musica da solista differiscono in qualche modo? Essere solista per te significa proprio fare musica diversa?

Il concetto di squadra mi è molto caro anche in questo mio progetto solista e riguarda tanto le attività che vanno a corollario delle canzoni. Ho sempre scritto in solitudine i brani dei Moseek, facendomi ispirare spesso dai suoni consapevole di dover fare una media con gli altri componenti della band quanto ai racconti. La lingua italiana mi ha messo in faccia tutte le parole che ho scritto, e la media l’ho iniziata a fare solo con me stessa. Sono sempre io a scrivere, vivo la musica con libertà, senza il peso dei compartimenti stagni.

MILLE

Il progetto con i Moseek è concluso o continua?

Il progetto dei Moseek è un progetto parallelo a Mille. Io e Davide (il batterista) abbiamo lavorato a una serie di canzoni in lingua inglese per i Moseek, ma non ci sono uscite in programma, proprio perché mi chiamo Mille, ma sono comunque una.

Nella tua biografia c’è scritto che hai partecipato allo Zecchino d’oro! Ti va di raccontarci qualche cosa carina che ti era successa all’Antoniano?

Ricordo l’adrenalina nonostante la febbre durante la settimana della diretta. Ricordo con infinito affetto Mariele Ventre, la sua dolcezza, la sua fermezza, la sua mano che si avvicina al mio mento invitandomi a sorridere, sorridendomi a sua volta.

Come stai passando questo periodo? Per te è stata un’occasione, o meglio uno stimolo, per scrivere qualche canzone in particolare?

Sono convinta che i momenti di crisi sono terreno fertile per le idee, occasioni per imparare. Cerco di vivere questo periodo con lentezza, con la calma necessaria per concedermi la possibilità di occuparmi di questo tempo e non preoccuparmi. Ho continuato a scrivere canzoni, nutrita da quello che accade fuori da questa mia stanza, ma anche e soprattutto ciò che accade dentro.