Wonder Woman 1984: la recensione del sequel con Gal Gadot

di Federica Marcucci
Wonder Woman 1984

Wonder Woman 1984 segna il ritorno di Gal Gadot nei panni di una delle supereroine dei fumetti più amate di tutti i tempi, sempre dalla regista Patty Jenkins. Peccato che questo secondo WW non riesca a bissare la freschezza del primo, ricadendo in tanti (troppi) cliché del genere cinecomic senza rendere giustizia ai personaggi e ai loro interpreti.

Il film è interpretato da Gal Gadot insieme a Chris Pine nel ruolo di Steve Trevor, Kristen Wiig in quello di Cheetah, Pedro Pascal è Max Lord, Robin Wright è Antiope e Connie Nielsen come Hippolyta.

La trama del film

Questo nuovo capitolo della storia di Wonder Woman, vede Diana Prince vivere tranquillamente in mezzo ai mortali nei vibranti e scintillanti anni ‘80—un’epoca di eccessi spinta dal bisogno di possedere tutto.

Nonostante sia ancora in possesso di tutti i suoi poteri, mantiene un basso profilo, occupandosi di antichi manufatti e agendo come supereroina solo in incognito. Ma adesso, Diana dovrà uscire allo scoperto e fare appello alla sua saggezza, alla sua forza e al suo coraggio per salvare il genere umano da un mondo in pericolo di vita.

Wonder Woman 1984

Quando la potenza di Diana non basta per far funzionare il film

Diciamolo subito: Patty Jenkins e Gal Gadot hanno fatto un lavoro fantastico di caratterizzazione del personaggio di Wonder Woman. Diana Prince non è solo una supereorina che salva la giornata, è una donna dotata di grande intelligenza che ama la moda e che nasconde nel cuore le sue personali ferite.

Probabilmente Wonder Woman non era mai riuscita a raccontare meglio le ragazze e le donne di oggi dicendo “ehi, sono come te!”. Che è un po’ quello che lei stessa nel film dice a Barbara aka Cheetah. Peccato che nonostante ben due villain: la già citata Cheetah (interpretata da Kristen Wiig) e Max Lord (Pedro Pascal in ottima forma) il film non riesce a spiccare il volo in ben 2 ore e mezzo.

Va così a finire che Wonder Woman 1984 si avvolge su stesso dandoci solo una vaga idea di quello che avremmo potuto vedere se solo la sceneggiatura fosse stata più coinvolgente. La crescita di Diana, così come l’evoluzione di tutti gli altri personaggi, resta infatti intrappolata in un meccanismo che sì, si lascia guardare che si inceppa troppo spesso.

Un’occasione sprecata perché Wonder Woman merita davvero di più.

Vi ricordiamo che il film arriverà in esclusiva digitale da venerdì 12 febbraio, disponibile per l’acquisto e il noleggio premium su Amazon Prime Video, Apple Tv, Youtube, Google Play, TIMVISION, Chili, Rakuten TV, PlayStation Store, Microsoft Film & TV e per il noleggio premium su Sky Primafila e Infinity.

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