Sanremo 2017: commento e recensione a Maria de Filippi e Carlo Conti

di Claudia Lisa Moeller

Piango raramente davanti alla tv. All’inizio di Sanremo ho pianto. Perché? Perché con mia nonna era nostra usanza guardare i primi minuti del Festival. Mia nonna aveva la teoria che i primi minuti ti avrebbero detto tutto dell’edizione.

É cosi? Sì, è così. Non ho mai trovato smentita alle parole di mia nonna. Questa edizione di Sanremo è partita nei peggiori dei modi. Non m’importa di quanto share farà questa prima puntata, d’altronde come qualcuno ha titolato “è un goal a porta aperta”.

Io valuto un altro aspetto. Un aspetto che mi ha atterrito e mi ha fatto capire perché per me il Festival finiva alle 21.20.

Infatti dopo un primo e tempestoso precipitarmi alla televisione, perché il Festival partiva in anticipo alle 20.30 sono rimasta delusa. Il festival è una kermesse di altri tempi: ufficiale, pomposa, formale. Come il vecchio teatro o l’opera quando si abbassano le luci, il sipario si apre silenzioso e misterioso e l’attesa è carica della sola promessa che volete avere: vi faremo vedere qualcosa che non avrete mai visto.

Sanremo quest’anno ha deciso di buttare già la maschere e le quinte. Quello che vedrete è semplice vita. Tutti si vogliono bene, tutti si conoscono, tutti sono umani. Tutti sono tremendamente noiosi. Partiamo dal finto “dopo festival” spostato in prima serata condotto da Federico Russo. Non tutti possono essere Piero Chiambretti che tra l’altro si è rovinato facendo le prime serate.

Ma arriviamo a Sanremo. Sì, arriviamoci… I primi venti minuti sono stati occupati da un insopportabile e piattissimo video di presentazione. Chi sono i cantanti? Si vogliono bene? Come si sono trovati a Sanremo? Cosa hanno mangiato a colazione?

E chissene! Sono in gara. Vogliono vincere (o almeno apparire) non fare picnic all’aria aperta e tenersi per mano raccontandosi che vengono da chissà quale talent. Comprendo pertanto lo spaseamento di Fiorella Mannoia che ha ammesso di non conoscere molti dei suoi illustri “big” colleghi.

Dopo quindi un lungo video di baci e abbracci eccoci al Festival. Anzi no. Ora canta Tiziano Ferro, ospite d’onore, che omaggia Luigi Tenco. In bianco e nero. È passata una buona mezz’ora e ancora niente Festival.

Finalmente tocca ai due grandi conduttori attesi con ansia. Dopo un minaccioso e misterioso occhio di memoria illuminista (Adam Kadmon lo commenterà nella prossima stagione di Mistero) ecco Carlo Conti.

Lui, Carlo Conti, scenderà le scale. LE SCALE di Sanremo. Non ci possiamo immaginare Sanremo senza fiori o senza scale. Se qualcuno non scende le scale, non è Sanremo. Pochi ospiti lo faranno e saranno tutti gli ospiti di Carlo Conti.

Maria de Filippi eccola infine. Non scende le scale, perché lei è Queen Mary idolo delle folle trash. Lei arriva modesta e silenziosa dal dietro le quinte. Spara una battuta mal posizionata su Trump e Carlo Conti non sa nemmeno perché e cosa c’entri il leader degli USA con lui. Arriva Maria e subito bacchetta Carlo Conti e anzi impone anche l’uso delle scale solo per un uso. Stare seduta su un gradino come fa a Uomini & Donne e in altre trasmissioni. Sì, signori e signore, siamo davanti al primo Festival morto e rinato. Benvenuti a talent show di Sanremo.

Così anche i cantanti. Vengono dal dietro le quinte come le serve giungono dal corridoio segreto per servire i signori. Niente più primo piano e grande alone di mistero e reverenza. Sì, le scale davano questo effetto e Sanremo ha deciso di cancellare tutto questo per lasciare un’unica Signora. Queen Mary e il suo dominio. Anche i fiori sono un poco gradito ospite e vengono relegati a dei miseri bouquet.

Sì, il Festival vi anticipiamo non partirà mai. Anzi salutatelo. L’ultimo è andato in onda nel 2016. In questo 2017 non ci sarà nessuno Festival. Non ha importanza cosa vi diranno.

Sì, nonna. Avevi ancora una volta ragione tu. Un Festival dice tutto nei primi momenti. Questo Festival è un talent.

E tu cosa ne pensi di questo Festival di Sanremo 2017? E di Carlo Conti e Maria de Filippi?

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