Riverdale: recensione del primo episodio – The River’s Edge!

di Paola Pirotti
Riverdale

A pochi giorni dall’arrivo di Riverdale negli Stati Uniti (attendiamo ancora la messa in onda italiana su Netflix), siamo qui per parlarvi del primo episodio.

The River’s Edge comincia con l’introduzione di una città. Perché la vera protagonista della serie, dopotutto, è proprio la piccola cittadina di Riverdale. La scuola sta per ricominciare alle spalle della recente scomparsa di un ragazzino, Jason Blossom. Intorno alla sua scomparsa, si alterano i drammi personali di numerosi personaggi. In particolare quello di un ragazzo dai capelli rossi e alcuni segreti da nascondere.

Se dovessimo descrivere Archie Andrews, il modo più facile sembrerebbe “una versione più sexy e meno sfigata di Dawson Leery”. Questo vuol dire che il protagonista della serie si presenta come la parte meno intrigante. Un solo episodio non basta – ma se dovessimo giudicare Archie basandoci solo su The River’s Edge, gli unici aggettivi sarebbero pesante ma carino.
Archie, però, come gli altri personaggi, ha tutte le carte in tavola per cominciare un percorso interessante. L’ossessione per la professoressa, comunque, poteva risparmiarsela.

Riverdale

Riverdale è cupo e misterioso, ma anche divertente e leggero. Il pilot è un filo sotto la presentazione della serie generale – perché in fondo sappiamo che migliorerà.
La serie è un mix perfetto di modernità e vecchie tradizioni dei più classici teen drama. Il problema forse è che tutto (o comunque molto) è già successo. Più o meno ogni storyline è stata presentata – anzi, forse fin troppa carne è stata messa al fuoco. Dato, però, che tutte le cose prevedibili sono già accadute, rimane la curiosità per il continuo. Sentiamo che le sorprese e i colpi di scena sono dietro l’angolo.

Per quanto riguarda le protagoniste femminili: Betty è colei che incarna i maggiori stereotipi – e ne soffre – ma ciò non toglie che potrebbe rivelarsi un personaggio con sfaccettature anche più concrete (se fosse decisamente meno allegra e buona di quanto pensassimo?).
A Veronica e Cheryl, invece, sono state assegnate le battute più stereotipate per il momento. Questo non è necessariamente una nota negativa, anzi. I teen drama funzionano molto spesso proprio grazie a certi luoghi comuni. Inoltre, chi non dice che due rivali in amore non possano essere amiche? E chi dice che l’Ape Regina del liceo non possa nascondere i drammi maggiori?

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Di Cole Sprouse e il suo Jughead vediamo poco o niente – quindi sebbene il suo personaggio abbia già conquistato molti – non possiamo ancora giudicare. Fatto sta che la sua apparizione ha convinto e intrigato – e in particolare il suo modo di narrare rende la serie decisamente più affascinante e misteriosa.

In poche parole, Riverdale è il teen drama di cui potremmo aver bisogno. Una serie per giovani adulti, con tutti i cliché che deve offrire – più un tocco di freschezza ben costruita ma che probabilmente può dare di più. La seconda parte dell’episodio ci ha convinto più della prima.

E voi cos’avete pensato del primo episodio di Riverdale? Avete già un preferito?

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