Miss Italia 2018 con Diletta Leotta e Francesco Facchinetti: recensione

di Claudia Lisa Moeller

Miss Italia 2018 è andato in onda su LA7 in prima serata. Come è andata questa nuova edizione che ha incoronato la più bella d’Italia? Questa nuova puntata di Miss Italia 2018 ha visto alcune modifiche significative.

La prima è che la sfida delle più belle del reame si è svolta a Milano. Negli studi di LA7 e già si vede lo studio. Molto più bello delle vecchie edizioni nonostante la pessima grafica e l’audio spesso mal funzionante.

Le Miss indossano un body rosso scuro. Nelle scorse edizioni le Miss avevano un castigatissimo body nero o bianco, ora abbiamo un costume di scena che almeno risalta sullo sfondo blu. Peccato che le Miss o vestono il body rosso o l’abito da sposa o si ispirano a dive degli anni ’50 (con Brigitte Bardot inclusa curiosamente tra le dive della decade). Varrebbe una riflessione questa povertà di vestiario e di ruoli che una donna può ricoprire per Miss Italia 2018.

Cambia anche la conduzione del programma. O almeno ufficialmente. Francesco Facchinetti dal 2016 conduce la trasmissione su LA7. Al suo fianco quest’anno c’è stata Diletta Leotta, la bella conduttrice è in trasferta per una sola serata su LA7. Non si occupa Diletta di calcio, ma questa volta da ex aspirante Miss Italia poco fortunata dovrebbe condurre. Appunto dovrebbe: spesso la conduttrice è o una figura di contorno (vedere l’immagine sotto dove l’abito rosso sfortunato la rende uguali di fatto alle concorrenti) o semplicemente una bella lettrice.

Diletta Leotta o legge palesemente il gobbo con sguardo perso altrove o legge la cartellina rendendo così la conduttrice un atomo a sé stante che parla spesso quasi per conto suo e non interagisce con gli altri. Sfido a seguire con l’udito la voce della donna che spesso viene coperta brutalmente da quella degli altri ospiti. Spesso maschi, nello specifico il co-conduttore.

Così torniamo al problema principale di questa edizione: il conduttore Facchinetti era particolarmente nervoso e anche molto ansioso. Anche la camicia era stretta intorno al suo collo fino all’ultimo bottone come a non dover lasciare che Facchinetti potesse anche solo prendere fiato tra una parola e l’altra. In più Facchinetti stringeva, quasi strangolava il povero microfono tra le mani come uno scettro che non deve essere ceduto per nessun motivo alla collega.

Talmente esagerata l’ansia di Facchinetti di essere spodestato che bastano a Pupo un paio di minuti per rubare la scena, gli applausi (sempre molto timidi) e ravvivare il concorso di Miss Italia 2018.

Quest’anno non poteva mancare il momento #MeToo. Diletta Leotta sola sul palco e leggendo fissa un monologo, un po’ confuso, difende il diritto a indossare il bikini e a essere belle “con garbo”. Ci sarebbe da chiedere perché una non può essere bella e cafona, ma tralasciamo. Dopo queste parole, ammetto, mi ha fatto effetto vedere una “coreografia” (le virgolette sono d’obbligo) dal dubbio gusto. Divani in pelle, l’Havana evocata sullo sfondo, fianchi roteanti, canzoni che elogiano un corpo che rende matti, bocche dischiuse.

Miss Italia 2018, però, si è rivelato più noioso del solito. Si parte con un’introduzione di tutte le concorrenti finaliste (33) divise in gruppi da 3 e tutte raccontano possibilmente una qualche frase da biscotto della fortuna cinese. Seguono le solite descrizioni delle bellissime che sono tutte imbranate, maschiacce, sportive, buonissime. Odiano tutte le falsità. La serata è continuata con delle prove al limite della deficienza: una volta c’era il test culturale, ora la sfida delle fake news e le tabelline. Possibilmente le ragazze dovevano stare zitte e i giudici (uomini) parlare in loro vece.

Infine il tempo già infinito va diluito tra le varie pubblicità. Tutte degli stessi sponsor. E alla fine PLIN PLIN pare più un codice da spie dormienti che una innocua locuzione infantile per non menzionare qualcosa di turpe e puzzolente. A ciò va aggiunto il product placement selvaggio in confronto i giapponesi che si appaltano le loro ascelle per portare la pubblicità in metropolitana (fake news apparsa nel gioco sopra menzionato) sono nulla in confronto!

Arriviamo, quindi, alla giuria. Sette membri e una sola donna. Ci si chiede perché non poteva una ex Miss Italia presentare o essere in giuria. Perché c’era solo un giudice donna? Anche perché la manifestazione incorona la più bella d’Italia e non si vede perché solo uomini (molti dei giurati confessano di essere intenditori di donne) debbano giudicare l’aspetto delle concorrenti. Come se le donne dovessero piacere solo agli uomini!

Infine quest’anno ennesima novità è la creazione della fascia Miss Fabrizio Frizzi. Chissà cosa ne penserà sua moglie. Oltre non c’è da commentare.

E non poteva mancare il momento Elisa Isoardi. Il conduttore chiama l’ospite e il palco rimane vuoto come successo alla conduttrice della RAI. Segue così una parentesi imbarazzante con il pubblico mezzo assonnato inquadrato e di nuovo un primo piano su Pupo, vero protagonista della serata che sorride e dice qualche battuta. Alla fine arriva l’ospite che canticchia e ci fa pensare che forse era meglio il palco vuoto.

 

C’è anche il momento porcello in questa Miss Italia 2018. O meglio vorrebbe essere qualcosa di stuzzicante: nella pratica è solo un momento noioso e oltremodo sconclusionato. Le aspiranti vincitrici devono trovare un look per l’appuntamento della loro vita. Quale? Il loro promesso sposo farà a loro la proposta. Sì, proprio così lo descrive Facchinetti: il matrimonio è uno dei momenti più importanti della vita di una donna. E dell’uomo?

Alla fine dopo due ore di trasmissione (!) ci avviciniamo alla finale e al nome della vincitrice. Siamo oltre le 1 di notte e ancora non sappiamo chi ha vinto la kermesse. Ritorna anche il body nero delle passate edizioni e finalmente all’1.30 sappiamo chi vince Miss Italia 2018.

Vince Carlotta Maggiorana, una Miss Italia mediterranea super commossa. In questa edizione nemmeno sul finale la Miss Italia 2018 può almeno salutare a casa o balbettare qualche emozionato ringraziamento.

Io a LA7 posso solo consigliare, da modesta spettatrice, di cambiare la formula. Questo buonismo, perbenismo (mal riuscito) e anche viscido maschilismo sempre presente andrebbe o espresso nella sua più totale e completa forma trash o abbandonato. Le soluzioni che io propongo sono due. O fare un’edizione con Bobo Vieri e Alberto Tomba (e qualche altro playboy italiano) da veri tamarri o puntare su un parterre da LA7 con una nota chic e anche curiosa. Ammetto che guarderei anche le preselezioni di una Miss Italia condotta da Lilli Gruber, Alba Parietti e in collegamento (ovviamente) Massimo Cacciari.

Voto a questa edizione di Miss Italia 2018? 5: grande disordine, voci sovrapposte, niente empatia o feeling tra conduttori, prove idiote e pause lunghissime di uno show che ha fatto i 79 anni. E si vedono tutti.

E tu cosa ne pensi di Miss Italia 2018?

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