Justin Bieber per Rolling Stone: dall’aborto alla sanità pubblica

di Alice Ziveri
Capelli sparati in su, giubbino di pelle, canotta e volto impassibile: Justin Bieber sembra un’altra persona sulla cover di Rolling Stone in uscita domani, 18 Febbraio.
Una ventata di rock’n’roll in onore del magazine dal nome emblematico.
E nonostante i suoi sedici anni, la popstar si addentra in argomenti delicati e importanti durante l’intervista con la reporter Vanessa Grigoriadis. Come l’aborto: “Non credo nell’aborto… non è come uccidere un bambino?” dichiara Justin, la cui fede Cristiana è ben nota a tutti i suoi fans. Ma la sua posizione vacilla quando gli viene chiesto dell’aborto in caso di violenza. “Uhm, beh è tristissimo. Ma tutto succede per un motivo. Non so qui quale potrebbe essere il motivo. Ma non essendomi mai trovato in quella posizione, non penso di poterla giudicare.”
Il discorso si sposta poi sulla sanità pubblica degli Stati Uniti, di cui Justin dice di non volere assolutamente diventare cittadino. “Voi siete crudeli.” scherza, “Il Canada è il miglior Paese al mondo. Andiamo dal dottore e non dobbiamo preoccuparci di pagare, mentre qui resti al verde tutta la vita per via delle parcelle mediche”. Poi racconta: “Il figlio del mio bodyguard era prematuro, e adesso deve pagare. In Canada, se tuo figlio nasce prematuramente può stare in ospedale finchè ne ha bisogno, e poi lo porti a casa.”
Per finire, Justin si dice ancora insicuro sulla sua posizione politica e convinto che sia giusto aspettare di essere veramente innamorati per perdere la verginità.
E a proposito della sua relazione con Selena Gomez: apparentemente, ad un certo punto dell’intervista Justin avrebbe aperto il suo portatile, che come sfondo aveva una foto di lui e Selena sullo scenario di un tramonto arancione.

Guarda qui il video del servizio fotografico e Justin che risponde alle domande!

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