"Tu non sei più qui": gli adolescenti e il dolore

di admin

"Tu non sei più qui", edito Paoline – autrice Sofia Gallo: un libro imperniato su una domanda fondamentale: "E se il dolore restasse per sempre?". Forse la domanda che più spaventa gli adolescenti del giorno d’oggi, così presi dal cancellare e soffocare il dolore, vivendo come se non ci fosse.

Stefania e il lutto
Stefania è un’adolescente come tante: è alle prese con le prime cotte e si innamora di Luca, il suo nuovo compagno di classe, ma già s’intravedono all’orizzonte i primi scogli amorosi; è una ragazza assorbita dalla "maledetta" scuola e preoccupata di rimediare almeno un sei a fine semestre; è in perenne lotta con i professori e ha alle spalle una situazione familiare difficile.
Un ritratto attuale e realistico di una comune adolescente: senonchè all’improvviso nella sua vita accade qualche cosa d’imprevisto e di terribilmente doloroso. Un sms dalla mamma: "Vai in segreteria e dì che tuo padre sta male": di lì a poco l’inaspettata morte. Come reagirà Stefania? Questo ve lo svelerà il libro: qui c’è spazio giusto per un’assaggio.

Fare come se il dolore non esistesse
L’insegnamento di Stefania nell’affrontare questo dolore è plateale e ci insegna un intelligente modo di reagire. Soffocare il dolore e tenere tutto dentro infatti non è una risposta valida, perchè vivere come se non si sentisse dolore è mentire a sè e soffrire il doppio. Purtroppo è prassi piuttosto comune ai nostri giorni in un mondo che non può fermarsi a pensare, a pregare, a parlare ma deve sempre e perennemente correre frenetico. E così capita che il dolore davvero resta per sempre: soffocato nel più profondo del nostro animo, nelle viscere del nostro inconscio esso vive nascosto, pronto però ad attanagliarci nella sua morsa dolorosa, quando meno ce l’aspettiamo.

Quello invece che Stefania testimonia è un’altro modo di reagire: il confronto e il dialogo, nel tentativo di liberarsi da un peso insopportabile, come la morte, che da soli non si riesce a sostenere ma che insieme si può. Affrontare di petto il dolore e guardarlo in faccia, in quanto parte essenziale e immancabile della nostra vita, ci fa crescere e apprezzare ancora di più tutto ciò che di buono abbiamo. Buona lettura!

 

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