Sidney 2008: racconto di un'inviata

di admin

Così tutto è cominciato..
Veglia delle Palme, 15 marzo 2008, Stresa. Il vescovo di Novara, mons. Renato Corti, in occasione della versione diocesana della Giornata Mondiale della Gioventù, consegna il mandato ai quaranta giovani della diocesi che a luglio partiranno per Sydney. Gli occhi mi diventano improvvisamente lucidi, un nodo mi stringe la gola: è dalla magnifica esperienza di Colonia che mi riprometto di partecipare a questa Gmg oltre oceano, ma più di duemila euro sono veramente tanti e non oso chiederli a nessuno, non mi sembra giusto, mi continuo a ripetere che è soltanto un capriccio. Cerco allora di non pensarci più, ma è impossibile per me, troppo grande è il desiderio di parteciparvi, e mi accorgo che da qualche parte nel mio cuore non si è ancora spenta la fiammella della speranza.

Domenica 13 aprile squilla il telefono: è suor Laura, che ho conosciuto da poco, dice che un sacerdote vorrebbe regalare mezza quota a tre ragazze italiane, e lei ha pensato subito a me! Non riesco a star ferma un attimo dalla gioia: non posso e non devo rifiutare l’offerta! Non mi sembra vero, ma in realtà mi rendo conto di aver sempre saputo che alla fine sarebbe successo qualcosa del genere e a Sydney ci sarei andata, in un modo o nell’altro.

Un’esperienza rigenerante e una responsabilità
E così eccomi qui, con il mio adoratissimo zaino in spalla, a partecipare a questo splendido evento grazie ad un "miracolo". Ricordo quando, dodicenne, osservavo meravigliata alla tv le immagini della Gmg di Roma e ripetevo tra me e me con grande delusione che io non sarei mai stata in grado di affrontare un simile viaggio. E invece, otto anni dopo, eccomi dall’altra parte del mondo, senza farmelo ripetere due volte!

Sono della Diocesi di Novara, ma vi partecipo quindi col gruppo di Padova, assieme alle altre due ragazze "prescelte" e suor Emma, la nostra guida. Vi partecipo con la grande speranza di "ricevere la forza dello Spirito Santo" di cui in questo ultimo anno parecchio massacrante ho terminato le scorte.

Vivo queste giornate in Australia però non solo per me, ma anche o forse soprattutto per chi mi sta attorno. Le vivo con la coscienza di avere una grande responsabilità, quella di essere stata scelta come rappresentante di una comunità ben più vasta di me che mi aspetta in Italia per essere "irrigata" dalla mia esperienza e che al tempo stesso è pronta, al mio rientro, a "chiedere ragione della Speranza che è in me". A questa "domanda" cerco di rispondere già in questi giorni, trasmettendo tutto ciò che vivo qui attraverso gli articoli che scrivo per un sito internet per ragazze, Ginger Generation, e per il settimanale della mia diocesi, ma sono convinta che testimoniare con l’impegno e i sorrisi valga più di tante parole, sebbene scritte col cuore.