Mara Carfagna contro la pubblicità sessista

di Francesca Parravicini

Si parla tanto del corpo delle donne e della maniera in cui viene mercificato. La televisione pullula di aitanti fanciulle mute e sorridenti, pronte a mostrare le gambe ad ogni inquadratura. Per fortuna il ministero delle Pari Opportunità ha preso un primo provvedimento per arginare questo fenomeno, siglando un accordo con Iap, l’istituto di autodisciplina pubblicitaria, per il ritiro delle pubblicità offensive.

Dalla parte delle donne

Il ministro Mara Carfagna ha firmato il provvedimento nel corso di una conferenza a Palazzo Chigi, dichiarandosi soddisfatta poiché grazie a questo Protocollo d’intesa il Ministero per le Pari Opportunità, cioè l’amministrazione preposta a vigilare sulle politiche femminili nel nostro Paese potrà chiedere il ritiro di una pubblicità, per la carta stampata o per la televisione, che svilisca l’immagine della donna o sia apertamente violenta o sessista. I mezzi di comunicazione e il marketing possono avere un ruolo importante nella lotta contro gli stereotipi di genere, sono preziosi alleati per valorizzare la figura femminile nella sua complessità e molteplicità e dare una immagine corretta del ruolo delle donne nella società. Non si tratta di una forma di censura, ma di tutela, per intervenire quando viene veicolato un messaggio pericoloso o sbagliato. Come ha spiegato Vincenzo Guggino, sarà possibile ottenere il ritiro di una pubblicità in tempo quasi reale, entro quarantotto ore, a costo zero. Era ora. Chiediamoci quale immagine emerge da certe pubblicità che ci scodellano come accattivanti: una donna-oggetto super sexy, una simpatica ochetta incapace di compiere le azioni più banali senza l’uomo che le dà una mano, una casalinga disperata che va in solluchero alla nuova promozione del supermercato? Non siamo così. C’è un’Italia fatta di donne vere, che studiano, lavorano, crescono figli e vorrebbero un mondo più equo in cui abitare. Eliminare gli stereotipi è il primo passo per fondarlo. Se volete fare una segnalazione scrivete all’indirizzo: [email protected]