Katie Bouman: chi è la giovane scienziata grazie alla quale è stata creata la foto al buco nero

di Alberto Muraro

L’hanno chiamata “la foto del secolo“. Stiamo parlando, nel caso in cui ancora non ne aveste sentito parlare, della prima immagine di un buco nero, resa pubblica pochissime ore fa da un team di scienzati. A partecipare a questa incredibile impresa anche la giovanissima Katie Bouman, 29 anni appena.

La scoperta

Lo scatto è stato reso possibile grazie grazie all’osservazione simultanea di otto radiotelescopi in tutto il globo. Il lavoro che ha condotto a questa incredibile scoperta è durato mesi, ma alla fine è decisamente stato ripagato. A questo progetto storico ha appunto lavorato anche Katie Bouman, che ha inaugurato il suo profilo Instagram proprio con la sua reazione al momento dell’effettivo sviluppo dell’immagine sul suo computer.

La foto del buco nero è la prima prova visiva diretta di un buco nero e della sua ombra. È l’immagine dell’orizzonte degli eventi del buco nero al centro della galassia Messier 87. Fino ad oggi, dovete sapere, l’esistenza dei buchi neri era stata semplicemente teorizzata in laboratorio. Ora invece ne abbiamo le prove.

La teoria dei buchi neri, in estrema sintesi, è stata sviluppata nei primi del 900 e ha messo in discussione la fisica che fino a quel momento conoscevamo. Un buco nero è una deformazione dello spazio tempo e la sua presenza, come anche spiegato in film come Interstellar, potrebbe un giorno permettere di viaggiare nel tempo.

Chi è Katie Bouman

Katie è oggi assistente professore al California Institute of Technology. La ricercatrice ha dato vita tre anni fa all’algoritmo grazie al quale è stato possibile elaborare 4 Petabytes (Pb) di dati (ossia 4000 Terabytes). Per dare vita a questa incredibile immagine c’è voluto un anno e mezzo di lavoro.

Il suo lavoro sui buchi neri, fra l’altro, Katie Bourman ce l’aveva raccontato in un recente Ted Talk che potete recuperare qui sotto.

How to take a picture of a black hole | Katie Bouman

La foto del buco nero: c’è anche l’Italia!

Al progetto dello scatto del buco nero hanno collaborato anche due scienziate italiane, Elisabetta Liuzzo e Kazi Rygl, dell’Istituto nazionale di astrofisica a Bologna. Le due hanno partecipato allo sviluppo di uno dei tre software usati per la calibrazione dei dati dell’Event horizon telescope.

Che cosa ne pensate della storia di Katie Bouman e dell’incredibile foto del buco nero?