Felipe Massa: Caso o provvidenza?

di admin

Felipe Massa ha dato un bell’esempio a tutti noi quando, due domeniche fa, perdendo il mondiale, se ne è uscito così, con queste parole: “Niente capita a caso, Dio sa quello che fa: si vede che devo crescere attraverso questa esperienza”.
Il suo più grande rammarico è stato infatti quello di essersi lasciato sfuggire la vittoria quando ormai era scontato fosse lui il campione del mondo: a soli quattrocento metri dal traguardo, Hamilton è riuscito a ribaltare il destino e a battere per un misero punto Massa, ormai già considerato il vincitore virtuale.

Non importa tanto chi sei ma quello che fai
Di fronte a questo, immagino, ognuna di noi, nei panni di Massa, si sarebbe ribellata al destino e avrebbe urlato contro questo maledetto caso: invece dobbiamo fare i conti con la reazione, di certo non priva di tristezza ma quanto mai fiduciosa, di Massa.
Viene in mente, proprio a questo proposito, una frase di un famoso film “Batman begins” che dice così: “Non importa tanto chi sei ma quello che fai.”
Quello che infatti ha contraddistinto Massa non è tanto il personaggio che il celebre brasialiano è creato, che comunque in questo caso è risultato sconfitto, quanto invece la sua inaspettata reazione di fronte a quello che possiamo chiamare uno “scherzo della sorte”.
Quello che si fa, infatti, costituisce la cifra di quello che si è: non saremmo nessuno se non facessimo niente.
E, una reazione così istintiva, ma così tanto proiettata verso la fede in Dio, ci permette di capire il valore, il “chi è” della persona che ci sta dinnanzi.

Esercizi di virtù
In fondo, come insegna Aristotele, la virtù è un habitus, ovvero un esercizio giornaliero: di certo Massa non avrebbe fatto una dichiarazione del genere se non fosse abituato a collegare a Dio e a una crescita personale tutto ciò che gli accade nella vita.
Questo non è assolutamente scontato, per l’appunto infatti, ciascuna di noi avrebbe potuto magari reagire arrabbiandosi col mondo e imprecando contro questa maledetta sconfitta (d’altra parte così fanno molti dei nostri sportivi sui campi di calcio).

Il caso non esiste
Infine, c’è un altro appunto da sottolineare nella sua dichiarazione: ovvero la convinzione sull’inesistenza del caso.
Invece di attribuire tutto all’ironia della sorte, Massa è convinto che il caso non esita.
E, se il caso non esiste, vuol dire allora che esiste un disegno intelligente sulla vita di ognuno di noi, una cosiddetta “provvidenza” da attribuire a Dio.
Questa provvidenza ci permette di dare senso alle cose belle, e a quelle brutte, che ci capitano: il senso di quanto accaduto, per Massa, consiste nel considerare questa sconfitta come un’occasione di crescita e forza propositiva per impegnarsi a migliorare nella sua disciplina.
Quindi da una parte, se ci affidiamo al caso, nel momento in cui il caso ci tradisce, non possiamo far altro che piangere sul latte versato e arrabbiarci con un’ineluttabile destino, dall’altra invece, se ci affidiamo a Dio, nel momento di sofferenza, ci rialziamo, ci rimbocchiamo le maniche e affrontiamo con positività la vita, perché ne vediamo il senso ovvero la possibilità di crescere, imparando dai nostri errori.
“Le cadute servono per imparare a rialzarci.” (Batman Begins)

Immagini
2: Ferrari Massa Flickr.com
3: Lewis Hamilton Flickr.com