Scaria, meta per una gita fuori porta

di Elena Guzzella

Si trova a Scaria  ed è un vero gioiello da non perdere: il Museo d’Arte Sacra di Scaria, inaugurato nel 1966 con l’obbiettivo di salvare il ricco patrimonio religioso, artistico, storico ed etnico della valle Intelvi, raccoglie importanti testimonianze di scultura, oreficeria, pittura, paramenti, disegni e stampe, alcune realmente pregiate e di grande interesse artistico.

Una meta da non mancare per chi vuole fare una gita fuori porta in Lombardia, che si può affiancare alle molte attrazioni che il comune di Alta Valle Intelvi con la sua piccola frazione  di Scaria offrono ai turisti in fuga dal caldo e dalla confusione: alla ricchezza delle opere del museo si può affiancare infatti una visita alla Chiesa di Santa Maria o alla bellissima Chiesa dei SS. Nazaro e Celso, ma anche un giro al Museo dei Fossili, alle tombe di probabile epoca  romano-barbarica scavate in massi erratici, alle imponenti faggete per finire con la chiesa di San Siro e all’oratorio della Beata Vergine di Loreto nella frazione di  Lanzo  e una gita alla vetta della Sighignola (1320 m.), splendida finestra sulle Alpi, a ragione chiamata balcone d’Italia.

Il Museo d’Arte Sacra di Scaria raccoglie una serie di pregiate opere che fanno parte della cultura popolare e religiosa del territorio intelvese, e che provengono da parrocchie presenti in valle, da donazioni e collezioni private.

Il Museo è aperto da aprile ad ottobre, grazie anche al lavoro dei molti volontari che si avvicendano per la promozione del museo. Il percorso espositivo è articolato in sezioni tematiche dedicate agli artisti intelvesi Ercole Ferrata (Pellio Inferiore, 1610-Roma, 1686) e Carlo Innocenzo Carloni (Scaria, 1686-1775), a una selezione di paramenti e suppellettili liturgiche e all’apparato per le Quarantore detto ‘Paradisin’, a cui è stato riservato uno spazio apposito.