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Sanremo 2012, Mazzi risponde a Iacchetti: “Ha il dente avvelenato perchè suo figlio non è passato”

scritto da Alice Ziveri

Continua la polemica Sanremese fra Gianmarco Mazzi ed Enzo Iacchetti.
Giusto un mese fa, l’attore e presentatore (anche proprietario di una casa discografica indipendente e musicista a sua volta) aveva denunciato su Facebook l’intero meccanismo del Festival di Sanremo, dicendo in sostanza che non c’è niente di vero, che Sanremo Social è tutta una buffonata e che in realtà è tutto nelle mani delle major discografiche.
Domenica, nel corso de L’Arena su Rai2, è andata in onda un intervista ad Enzo Iacchetti in cui l’attore, visibilmente arrabbiato, ribadiva quando già detto. A queso punto è intervenuto telefonicamente Gianmarco Mazzi per dire la sua.
“Devo rispondere alle scempiaggini che dice Iacchetti, perchè fino adesso siamo stati zitti, parlo anche a nome di Morandi che non è lontano da me in questo momento. Volevo ripristinare la verità su questa cosa” ha iniziato il direttore artistico del Festival, Premesso che lui ha un po’ il dente avvelenato perchè l’anno scorso suo figlio si presentò alla parte di concorso che fa il comune di Sanremo e arrivò tra gli ultimi, tra gli otto finalisti, ma poi noi non lo scegliemmo perchè non lo ritenemmo all’altezza della manifestazione”.
Questo episodio si era in realtà già diffuso sul web, ma nessuno lo aveva ancora menzionato pubblicamente: “Degli otto artisti che sono quest’anno presenti a Sanremo, due escono dal concorso di Sanremo e sei invece dal concorso fatto da noi con Facebook. Noi abbiamo scelto il primo che ha votato la rete. Già prima di arrivare alla scelta finale con Morandi, noi ci eravamo parlati con gli altri componenti della Commissione e avevamo già deciso che chi fosse stato il primo votato dalla Rete noi l’avremmo votato, proprio per rispettare il volere della gente” ha commentato Mazzi, e sul discorso della major ha precisato: “Quando lui legge il nome di major vicino a questi artisti è perchè questi artisti, una volta che vengono scelti da noi, le major gli offrono un contratto: non è che vengono portati dalle major, questo il pubblico lo deve sapere. Non voglio alimentare questa polemica con le querele perchè non voglio dare vantaggi a Iacchetti. Quando finirò il Festival deciderò cosa fare. Però io personalmente userò gli strumenti che anche nella vita civile è giusto usare ed io li userò perchè non è che uno può dire così a casaccio e pensare di passarla impunemente”.

Iacchetti non è rimasto in silenzio. Ancora una volta ha affidato il suo sfogo e le sue opinioni a Facebook, scrivendo una lettera aperta al figlio nel quale si scusa se lo stanno usando, dicendosi contento che non sia stato preso nemmeno quest’anno – così la semtteranno di dirgli che è raccomandato. “Ti chiedo perdono per lo schifo di questo momento sociale politico e artistico dove decidono in pochi il destino di molti, dove la competenza non e’ obbligatoria e la musica, nostra grande passione e studio di sempre, viene trattata come un affare che come nel medio evo somiglia a un baratto : tu mi dai questo e io ti do quello” scrive. E la conclusione è abbastanza laconica: “Ah, se ti arriva il bollettino del canone Rai, non pagarlo. Hai visto quanti milioni di euro hanno speso per fare una cosa solo di loro proprietà ? Perdona per tutto ma perdona anche loro, sono in un circo troppo grande e non sono in tanti, non sanno quello che fanno.
PS. le tue ultime canzoni sono bellissime. le canteremo presto in teatro, finche soffierà’ un vento più pulito.
Ti abbraccio . Papa’ Enzo”.