RIP Tiziana Cantone. Una riflessione sul cyberbullismo e sui suoi effetti

di Claudia Lisa Moeller
Tiziana Cantone

Oggi smettiamo un attimo i nostri toni allegri e vivaci per parlare di un caso. Tiziana Cantone aveva 31 anni. Si è suicidata l’altra notte appendendo la sua vita ad uno scantinato. Era bella e solare. Perché ha fatto un gesto tanto estremo Tiziana Cantone?

Perché da qualche anno online girava un suo video. Un video che la ritraeva in un momento intimo. In più in quel video diceva una frase che era stata più volta ripresa ed usata su Internet. Era in poco tempo, contro il suo volere, diventata una macchietta o come si dice oggi un MEME della rete.

Questa triste storia di Tiziana Cantone deve essere per noi di lezione.

Quando girate un video o scattate una foto state attenti. Tanto più se quello ritratto è materiale sensibile. Sia se voi siete la ritratta in questione: state molto attente a chi mandate e fate vedere quei file. Potreste poi pentirvene. Questo non vuole essere allarmismo da vecchie zie, ma dovete stare molto attente quando mandate in giro vostre foto o video. Non si sa mai chi potrebbe essere dall’altra parte.

Inoltre quando a voi viene mandato un video o una foto sensibile, pensate sempre: “Ma se fossi io quella/o? Come mi sentirei? Mi piacerebbe?”. Un minimo di empatia in questi casi è sempre il miglior modo per combattere il cyberbullismo. Perché sì Tiziana Cantone nonostante l’età era vittima di bullismo vero e proprio. Proprio come era giù successo ad altre. Un caso straziante era della povera 15enne Carolina. Anche lei era stata ripresa contro il suo volere e derisa per questo online.

Entrambe sono state derise, umiliate e variamente usate come fenomeno da baraccone da alcuni siti internet per ridere e farsi beffe. Per spezzare la catena del bullismo basta chiedersi sempre come ci sentiremmo noi, se fossimo noi quella del video o della foto. Anche noi possiamo fare la differenza.

E proprio su questi siti, che hanno diffuso il video, rivolgo l’attenzione. Mi è capitato stamani di leggere e consultare siti che avevano diffuso il video di Tiziana. Sono stati corresponsabili della triste “fama” di Tiziana Cantone. Il più faccia tosta non ha nemmeno chiesto scusa per aver messo online il video e anzi aver usato Tiziana come zimbello, ha solo scritto che la rete ha esagerato. La rete, entità misteriosa e senza viso e senza colpevoli.

Un mio consiglio è di ignorare da oggi tutti questi siti che hanno portato Tiziana Cantone a pensare che l’unica via d’uscita fosse la morte. Ignorateli e non date ulteriori click a questa gente che non si è chiesta nemmeno per un secondo cosa potevano portare le loro azioni.

Come diceva il poeta tedesco Heine:

Non bisogna rivolgergli nemmeno un pensiero,

né nelle poesie, né nei libri;

cane oscuro in fossa oscura,

marcisci con la mia maledizione.

RIP, Tiziana Cantone.

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