Noi siamo tutto: la recensione del romanzo di Nicola Yoon

di Giulia Boniello

“Bestseller n°1 del New York Times e tuttora ai vertici delle classifiche negli Stati Uniti a oltre un anno di distanza dall’uscita”: pensavo bastasse questo per descrivere Noi siamo tutto, il grande successo editoriale di Nicola Yoon. Oltre tutto, al Box Office Usa il film Noi Siamo Tutto (in lingua originale, Everything Everything) ha incassato 28,3 milioni di dollari nelle prime 2 settimane di programmazione e 12 milioni di dollari nel primo weekend. Il film ispirato al romanzo è attesto anche nelle sale italiane ovviamente.

Nonostante i grandi numeri e la permanenza nella classifica del New York Times per moltissime settimane del romanzo, ho pensato subito che un titolo così semplice e quasi banale potesse racchiudere soltanto una storia già sentita, già letta, una di quelle storie che raccontano di un amore travagliato che alla fine trionfa, strappalacrime e malinconiche, che però si chiudono con un’happy ending a volte troppo scontato.

Sì, Noi siamo tutto probabilmente è così. O meglio, così è la storia in superficie. Quello di Nicola Yoon è il tipico romanzo che secondo me va letto senza aspettative: non perché non bisogna averne (è sempre bello sognare, aspettarsi qualcosa, anche se a volte poi la realtà si presenta in modo del tutto differente), ma per il fatto che Noi siamo tutto diventa più bello se si riesce ad essere guidati dai sentimenti e dalle emozioni di Maddie, la protagonista del romanzo.

Una trama semplice che nasconde una protagonista incredibile

Il suo nome è Madeline Whittier, ha 17 anni ed è la classica ragazza adolescente a cui piace fantasticare, a cui piace guardare al futuro con gioia, la tipica ragazza che osserva il mondo chiedendosi quale sarà il suo posto un domani. Fino a qui, tutto parrebbe procedere secondo lo schema del romanzo d’amore adolescenziale. Maddie però è speciale, e questo si intuisce subito. Maddie è speciale perché sì, vive le sue giornate con un’energia incredibile, ma lo fa da dentro le mura di casa sua.

Maddie non può uscire, non può permettersi nemmeno una boccata d’aria fresca durante una giornata di sole: Madeline infatti soffre di una rara malattia, che non le permette di poter avere alcun tipo di contatto con un ambiente non sterile. Non è mai uscita in diciassette anni, ma nonostante questo ha un’amica speciale che passa le sue giornate con lei: sua mamma. Lei e la sua infermiera, Carla, sono le uniche due persone con cui Maddie possa avere un contatto sicuro e che possano stare con lei in casa.

La vita di Maddie, però, è destinata a cambiare: perché guarirà? Questo non ve lo dirò. Ma una cosa è certa: delle giornate di Maddie entrerà a far parte una terza persona, e il suo nome è Olly. A far entrare Olly a capofitto nella vita di Madeline è stato un camion dei traslochi: dal giorno in cui quel camion si è fermato davanti alla casa di fianco a quella di Maddie, la sua vita ha preso un’altra piega. Olly sembra essere l’opposto di Madeline: ad un primo impatto mi è sembrato cupo, freddo, quasi come la pietra.

Sicuramente sono stati i suoi vestiti neri a farmi avere questa prima considerazione di lui. Ma Maddie invece capisce subito che presto, molto presto, si innamorerà di lui. Ma si rende conto anche di un’altra cosa: forse, per la prima volta, Maddie prende piena consapevolezza di avere delle mura, attorno a lei, che sembrano farle non più da scudo ma da sbarre. Ma per vivere anche un solo giorno perfetto, senza rimorsi e rimpianti, Maddie capisce di voler rischiare il tutto per tutto.

Per amore vale la pena rischiare tutto

“Per amore vale la pena rischiare tutto. Tutto” si legge sulla copertina di Noi siamo tutto, edito da Sperling&Kupfer. In gioco per Maddie, in realtà, c’è un tutto molto grande: c’è la vita. Maddie è potenzialmente allergica ad ogni cosa possa trovare fuori dall’ambiente protetto delle mura di casa sua. E qui arriva l’incredibile, qui il romanzo che all’inizio pensavo fosse solo smielato e banale si è rivelato invece essere qualcosa di più. Lasciamo da parte gesti eroici e proclami come quello scritto in copertina.

Pensiamo un attimo invece a come vive Maddie. Molti di noi probabilmente non la considererebbero nemmeno “vita”: chi sarebbe contento di passare ogni singolo giorno, istante, attimo, tra poche mura, con la possibilità di vedere solo due persone e senza poter nemmeno pensare di mettere un piede fuori da casa? Credo che nessuno di noi sarebbe felice. Credo che il rischio, almeno per me, sarebbe quello di impazzire. E come dicevo, l’incredibile è proprio questo: Maddie non è per niente triste, non lo è fin dalla prima pagina.

Maddie è il contrario. Maddie è una tavolozza di colori che si mischiano fino a creare l’arcobaleno. Maddie è mille persone nel corpo di una, si basata. Maddie non viaggia fisicamente, ma grazie ai suoi amati libri riesce ad evadere da casa, da quelle mura, riesce ad avere uno sguardo aperto sul mondo pur non potendo viverlo a pieno. Tutto questo fa riflettere. E a farmi riflettere ancora di più è stato il fatto che Nicola Yoon abbia messo al fianco di Maddie una persona che sembra essere il suo opposto: se Maddie è arcobaleno, Olly è nero tenebra. Se Maddie è solare, Olly inizialmente sembra molto taciturno e ombroso.

Se Maddie è costretta tra le mura di casa, Olly è invece un mostro del parkour. Olly ha potenzialmente tutto, Maddie non ha potenzialmente nulla. Eppure, Madeline sembra vivere la vita come nessun altro che conosco fa. Nonostante sia già messa a dura prova dalla malattia, sarà costretta ad affrontare ben altre difficoltà nel corso del romanzo.

Luci e Ombre

Noi siamo tutto è il racconto dei contrari, dei contrasti, degli ossimori: la madre di Maddie, sempre dolce, amorevole ed amichevole con la figlia, arriverà ad essere uno degli ostacoli più grandi per la protagonista. Clara, l’infermiera, all’inizio del romanzo fin troppo razionale e realista, farà poi le veci della fata madrina, e sarà elemento collante e decisivo per l’intera storia. Come dicevo prima, anche Maddie e Olly di per se sono opposti e complementari allo stesso tempo.

Ma questo credo si capisca solo se si arriva in fondo. La storia infatti parte un po’ lenta, a mio parere, per poi quasi fermarsi e riprendere in maniera troppo sbrigativa. Molto bella la figura di Clara, è quella che mi ha colpito di più, anche se all’inizio non siamo andate molto d’accordo. Come già detto, trovo forse un po’ scontata e prevedibile la trama, o almeno, quella che emerge come prima, perché in realtà la storia di Maddie è molto di più di quello che si legge sul retro di copertina.

E VOI? AVETE  LETTO Noi siamo tutto? COSA NE PENSATE?

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