Bao: il corto della Pixar è candidato agli Oscar 2019

di Federica Marcucci

Dopo aver accompagnato in sala Gli Incredibili 2, Bao è arrivato finalmente online. Firmato dalla Pixar, il film d’animazione si aggiunge alla lunga tradizione di cortometraggi dello studios divenuto celebre proprio per i suoi brevi sketch in computer grafica.

Bao è stato scritto e diretto dalla regista Domee Shi, la quale ha voluto trasporre sullo schermo le emozioni della maternità, ma anche i sentimenti dei migranti asiatici in occidente. Il nome Bao è stato scelto in quanto il piccolo protagonista è un baozi, panino tipico della cucina giapponese.

La storia è di Bao racconta la vita di una donna cino-canadese. La donna vive insieme al marito e non ha figli. Un giorno, mentre i due stanno mangiando dei baozi cucinati da lei, uno di questi prende vita. Il panino, molto simile a un neonato, cresce esattamente come un bambino e la donna se ne prende cura amorevolmente.

Tuttavia un giorno qualcosa cambia. Bao è cresciuto e ha scelto di prendere la propria strada. La donna addolorata compie un gesto orribile e, pur di non lasciarlo andare via, se lo mangia.

Nella sequenza finale vediamo la donna piangere a letto, quando improvvisamente suo marito le porta al capezzale suo figlio: un giovane dall’aspetto molto simile a quello del baozi. I due si riconciliano e, più tardi, vediamo il giovane e la sua fidanzata preparare dei baozi insieme ai genitori.

Ovviamente il corto è un racconto metaforico, il cui messaggio è destinato ai genitori e ai figli. Per i primi è necessario accettare che prima o poi arriverà un giorno in cui i bambini saranno adulti e prenderanno la propria strada. Mentre i secondi devono ricordarsi sempre dell’amore e dei sacrifici che comporta aver messo al mondo un figlio.

Bao è uno dei cortometraggi candidati gli Oscar 2019.

Guarda il cortometraggio:

Avevate già visto Bao?