Autore: francesco renga

francesco renga – Nel Nome Del Padre

Guarda i muscoli del capitano, tutti di plastica e di metano. Guardalo nella notte che viene, quanto sangue ha nelle vene. Il capitano non tiene mai paura, dritto sul cassero, fuma la pipa, in questa alba fresca e scura che rassomiglia un pò alla vita. E poi il capitano, se vuole, si leva l’ancora dai pantaloni e la getta nelle onde e chiama forte quando vuole qualcosa, c’è sempre uno che gli risponde. Ma capitano non te lo volevo dire, ma c’è in mezzo al mare una donna bianca, così enorme, alla luce delle stelle, che di guardarla uno non si stanca. Questa nave fa duemila nodi, in mezzo ai ghiacci tropicali, ed ha un motore di un milione di cavalli che al posto degli zoccoli hanno le ali. La nave è fulmine, torpedine, miccia, scintillante bellezza, fosforo e fantasia, molecole d’acciaio, pistone, rabbia, guerra lampo e poesia. In questa notte elettrica e veloce, in questa croce di Novecento, il futuro è una palla di cannone accesa e noi la stiamo quasi raggiungendo. E il capitano disse al mozzo di bordo “Giovanotto, io non vedo niente. C’è solo un pò di nebbia che annuncia il sole. Andiamo avanti...

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francesco renga – Io Che Non Vivo Senza Te

…Ma bella più di tutte l’ isola non trovata, quella che il Re di Spagna s’ ebbe da suo cugino, il Re di Portogallo, con firma suggellata e “bulla” del pontefice in Gotico-Latino… Il Re di Spagna fece vela cercando l’ isola incantata, però quell’ isola non c’era e mai nessuno l’ha trovata: svanì di prua dalla galea come un’ idea, come una splendida utopia, è andata via e non tornerà mai più… Le antiche carte dei corsari portano un segno misterioso e ne parlan piano i marinai con un timor superstizioso: nessuno sa se c’è davvero od è un pensiero, se, a volte, il vento ne ha il profumo è come il fumo che non prendi...

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francesco renga – Pugni Chiusi

Pugni chiusi non ho più speranze in me c’è la notte più nera Occhi, spenti nel buio del mondo per chi è di pietra come me Pugni chiusi perduto per sempre non ha più ragione la vita La mia salvezza sei tu sei l’acqua limpida per me il sole tiepido sei tu amore torna torna qui da me Pugni chiusi non ho più speranze in me c’è la notte più nera viene l’alba e un raggio di sole disegna il tuo viso per me Mani giunte tu sei qui con me e abbraccio la vita con...

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francesco renga – L ‘Ultima Poesia

Una come te io non la troverò mai più una come te. No, non posso più chiederti tempo per cambiar perché sarebbe inutile sarebbe solo per pietà ed io non voglio più pretendere le cose che non merito da te. E perderò così anche quest’ultima occasione che mi dai e sarà tardi quando cercherò di te. Ma non posso più chiederti tempo per cambiar perché sarebbe inutile sarebbe solo per pietà ed io non voglio più pretendere le cose che non merito da te. E perderò così anche quest’ultima occasione che mi dai e sarà tardi quando cercherò di te di te E perderò così anche quest’ultima occasione che mi dai e sarà tardi quando cercherò di te anche quest’ultima occasione che mi...

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francesco renga – Dimenticarmi di te

L’uomo che cammina sui pezzi di vetro dicono ha due anime e un sesso di ramo duro in cuore e una luna e dei fuochi alle spalle mentre balla e balla, sotto l’angolo retto di una stella. Niente a che vedere col circo, nè acrobata nè mangiatore di fuoco, piuttosto un santo a piedi nudi, quando vedi che non si taglia, già lo sai. Ti potresti innamorare di lui, forse sei già innamorata di lui, cosa importa se ha vent’anni e nelle pieghe della mano, una linea che gira e lui risponde serio è mia, sottindente la vita. E la fine del discorso la conosci già, era acqua corrente un pò di tempo fà che ora si è fermata qua. Non conosce paura l’uomo che salta e vince sui vetri e spezza bottiglie e ride e sorride, perchè ferirsi non è possibile, morire meno che mai e poi mai. Insieme visitata è la notte che dicono ha due anime e un letto e un tetto di capanna utile e dolce come ombrello teso tra la terra e il cielo. Lui ti offre la sua ultima carta, il suo ultimo prezioso tentativo di stupire, quando dice È quattro giorni che ti amo, ti prego, non andare via, non lasciarmi ferito. E non hai capito ancora come mai, gli hai lasciato in un minuto tutto quel che hai. Però stai bene...

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