Shake My Colors. La mia luce sei tu | Recensione del romanzo

di Giulia Boniello

Avete mai provato ad immaginarvi il mondo senza colori? Io, prima di leggere Shake my colors. La mia luce sei tu, non lo avevo mai fatto, né mi era mai venuto in mente di farlo. Ci ho provato, dico davvero! Ma oltre al nero e al bianco, e forse qualche tono di grigio, non riuscivo a pensare a nessun’altra sfumatura. Come possono esistere sfumature di due colori che sono praticamente neutri?

Alla fine di Shake my colors. La mia luce sei tu di Silvia Montemurro capirete sicuramente che le sfumature esistono anche dove non sembrano esserci: è il mezzo attraverso cui si guardano le cose che fa la differenza. Basta dire che il romanzo ha ottenuto un grande successo su Wattpad prima ancora di essere finito e pubblicato. Ma facciamo un passo indietro, e cominciamo dall’inizio.

La trama: chi è Laura

Laura, la protagonista di Shake my colors. La mia luce sei tu, è una ragazza semplice, che come tutte le ragazze di diciassette anni ha passione: la sua è quella per il pattinaggio sul ghiaccio. Ma la sua non è solo passione: per Laura, il pattinaggio è l’unico modo per sentirsi libera e, soprattutto, per essere veramente sé stessa. La ragazza che Silvia Montemurro ci presenta soffre infatti di una rarissima malattia. So cosa penserete, Shake my colors. La mia luce sei tu è il tipico romanzo in cui la protagonista è in fin di vita e miracolosamente alla fine si salva grazie all’amore.

Laura non corre nessun pericolo. La sua malattia, seppure sconosciuta ai più, non porta alla morte, anzi. Laura vive una vita come quella dei suoi coetanei, seppur con qualche difficoltà. Soffre di acromatopsia, una malattia degli occhi che non le permette di vedere i colori: il mondo che si prospetta ogni giorno davanti a Laura è sempre e costantemente in bianco e nero. Molti sanno della malattia di Laura, ma quasi nessuno sembra dare peso alla cosa: tranne Paolo, il suo migliore amico.

La trama: amore, amici e..

Paolo è l’unico a capire cosa tutto ciò significhi per lei. Sono cresciuti insieme, in un paesino affacciato sul lago di Como, e fin da quando erano piccoli Paolo è per Laura un ancora a cui aggrapparsi nei momenti peggiori. Paolo è il suo supereroe che da sempre la aiuta a superare i momenti di difficoltà. Quando Laura inizia a raccontare la sua vita, capiamo subito che per lei quello è un momento importante. Si sta infatti allenando per affrontare un’importantissima gara di pattinaggio, che potrebbe davvero cambiarle la vita.

Ma a dare una svolta a tutto, prima ancora del giorno della gara, arriva qualcos’altro: anzi, qualcun altro: Laura incontra un ragazzo, Geo, che fa il barman in un pub del suo paese.

Geo ha i capelli lunghi, stretti in una coda, gesti decisi di chi sa quello che vuole, si vede da subito che è l’opposto di Laura, e che è molto sicuro di sé. Laura non riesce a vedere il colore dei suoi occhi, ma qualcosa li spinge subito l’uno verso l’altra. Tra i due la passione è così travolgente da lasciarli senza fiato. Eppure ci sono dei silenzi tra loro: entrambi nascondono qualcosa.

Laura infatti fatica a trovare il coraggio di parlare a Geo del suo problema alla vista. Cosa nasconde invece Geo? E Paolo? Che ruolo avrà in tutta questa vicenda? Lascerà Laura da sola o continuerà a starle accanto e a risollevarla? Persino sul ghiaccio Laura non è più la stessa, e rischia di mandare all’aria il lavoro di anni.

 

Laura: un cocktail di colori

Shake my colors. La mia luce sei tu è il secondo romanzo scritto da Silvia Montemurro, che ha esordito con Cercami nel vento. Questo suo secondo romanzo è sicuramente motivante, e questo si nota (ma forse solo a posteriori) dalla copertina. Su uno sfondo bianco e grigio, i profili di due ragazzi, rigorosamente in bianco e nero, sono sovrastati da un titolo che invece si adagia su una striscia di colori.

Laura infatti non perderà mai del tutto la forza e il coraggio per reagire. Nonostante il bruciore agli occhi e nonostante i problemi di cuore e quelli legati al pattinaggio, Laura riesce infatti a trovare sempre il modo per non abbattersi.

La sua più grande difficoltà, quella di non vedere i colori, non viene mai percepita come un impedimento: quando conosciamo Laura, infatti, non sembra nemmeno che questa malattia esista. Laura infatti, grazie all’aiuto di Paolo e alla sua tenacia, sa tutto sui colori. Sa darne delle descrizioni così accurate che al lettore sembra quasi che Laura non soffra di acromatopsia.

Anche il titolo sembra sottolineare la determinazione e la forza di volontà della protagonista: Shake my colors. La mia luce sei tu, cioè scuoti i miei colori, shakerali, proprio come farebbe un barman con un cocktail. È come dire che Laura, i colori, nonostante tutto, non solo li vede, ma li conserva dentro di sé.

I personaggi

Paolo è il tipico amico che tutti vorrebbero avere: protettivo nei confronti delle persone a lui care, altruista e gentile. Geo invece ha l’aria più aggressiva e decisa, più sicura di sé. Anche Geo, nei confronti di Laura, è molto gentile e premuroso. Sembra proprio avere quella marcia in più.

Sono due figure agli antipodi ma allo stesso tempo molto simili, sembrano quasi però camminare su binari paralleli, senza possibilità di intrecciarsi o condividere qualcosa. In realtà, condividono sia qualcosa che qualcuno: Laura e i loro sentimenti per lei.

Due poli opposti, ma stesso Pianeta

Gli ambiti che troviamo in Shake my colors, La mia luce sei tu sono essenzialmente quello dell’amicizia e quello amoroso. Per Paolo, siamo nella sfera dell’amicizia. Per quanto riguarda Geo non ci sono dubbi: tra Laura e Geo c’è complicità, c’è trasporto, soprattutto fisicamente.

Tra Laura e Paolo, invece, predominano la premura, l’affetto e la sincerità. Il personaggio che più però ha catturato la mia attenzione è stato quello di Prisca. Di Prisca però non voglio dirvi nulla. Credo sia uno di quei personaggi che per ognuno di noi assumono un significato differente, che fanno emergere ricordi lontani o perché no, anche degli ultimi tempi.

Nulla si crea, nulla si distrugge ma tutto si trasforma

Shake my colors. La mia luce sei tu è sicuramente un romanzo carino, di quelli scorrevoli che si lasciano leggere velocemente. Per quanto mi riguarda, credo che abbia però un piccolo difetto: l’autrice si comporta come una macchina a motore Diesel. La partenza è lenta, ma comunque piacevole.

Quando leggo un libro, spero sempre che i personaggi vengano ben descritti. Mi piace che la situazione si delinei pian piano, così da potermi immedesimare in modo completo nei personaggi. Passati i primi capitoli, sia la struttura che la storia si fanno più avvincenti, ma senza un taglio o un cambiamento drastici.

Penso che in ogni libro debba esserci un momento così. In ogni libro serve un punto in cui ci si rende conto che qualcosa è cambiato ma anche se si torna indietro a cercare tra le righe non si trova il momento esatto di rottura. Ma poi, ecco la magia si interrompe, qui sì drasticamente.

La conclusione è relegata lì, in fondo, in un angolo, come se non avesse molta importanza. Forse, se si guarda alla profondità dell’animo e al pensiero dell’autrice, Shake my colors. La mia luce sei tu potrebbe essere scritto con l’intento di non essere un semplice racconto di una semplice storia, ma qualcosa che va oltre la trama stessa, e l’intenzione sarebbe allora di certo nobile e giusta.

Partenza lenta, scatto finale..

Secondo me, invece, quello che si poteva dire e trasmettere al lettore da un punto di vista morale era già ampiamente stato detto e trasmesso. Un taglio così netto ha rovinato una lettura che solo verso la metà del testo aveva iniziato a risvegliarsi. Inoltre, è da poco uscita la seconda puntata del romanzo: si chiama Shake my colors.

Persa nel Buio, e spero davvero che possa rimediare in qualche modo ai piccoli difetti del primo episodio. Detto questo, credo comunque che ad entrare nel cuore più che la trama siano i personaggi presi singolarmente. Sicuramente è un romanzo che vi consiglierei in un momento di relax, magari sotto l’ombrellone d’estate.

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