Sanremo Giovani 2011: Anansi ci prova con il reggae

di admin

Le selezioni per Sanremo Giovani sono arrivate agli sgoccioli. In gara si presenteranno sicuramente i due vincitori  di Area Sanremo, Gabriella Ferrone e Roberto Amadè, e a loro si aggiungeranno i sei talenti che supereranno la fase di Gara 2. Ora sono in nove e sarà il pubblico a scegliere chi si esibirà a Febbraio sul palco dell’Ariston. Sul sito ufficiale del Festival è possibile conoscerli ed ascoltare le loro canzoni. GingerGeneration.it ha incontrato Stefano Bannò, in arte Anansi, che si presenta con il brano Il sole dentro, fresco e piacevole. Classe 1989, nato in Trentino ma con origini siciliane, si avvicina alla musica sin da piccolo, si esibisce con cover band reggae, va in Irlanda e anche lì fa della musica la sua professione. Roy Paci lo scova in un concorso canoro e decide di portarlo con sè in tour e perfino sul palco del Primo Maggio. Ora ci racconta come mai ha scelto proprio Sanremo.

L’intervista ad Anansi

Ciao Stefano, per iniziare volevo sapere cosa significa Anansi e come mai hai scelto un nome così particolare.
In realtà è il nome Anansi mi ha un po’ scelto. Quando ero in Irlanda mi ero appassionato dei racconti di questo personaggio mitologico caraibico, un ragno. Poi una notte ho sognato che un personaggio della mia infanzia mi posava un ragno sulla testa e quindi l’ho interpretato un po’ come un segnale. Questo personaggio rispecchia molte parti di me, lui riesce sempre a trasformarsi in mille figure diverse e ad ingannare il nemico, io dal mio lato sono sempre riuscito ad adattarmi a generi musicali differenti e nei miei testi parlo quasi sempre di temi impegnati ma non lo faccio in maniera aggressiva, propongo ma non grido.

Hai una storia musicale abbastanza alternativa come mai hai scelto di andare a Sanremo.
Non amo dare etichette ai generi, chi fa musica e la fa in modo che possa piacere non si deve preoccupare se andare o non andare a sanremo. Io ho fatto tanti tipi di musica e ho conosciuto aspetti positivi e negativi, ora se andrò a Sanremo scoprirò il bello e il brutto del Festival.

Ti presenti con un brano, Il sole dentro, che ha parecchie sfumature reggae, pensi che il pubblico di Sanremo, generalmente tradizionalista, capirà il tuo stile?
Guarda la sfida è proprio questa portare qualcosa di semplice ma di diverso, spero che la gente riesca a capire la mia scelta!

Come è nata la tua passione per la musica reggae?
Quando avevo 13 anni il mio migliore amico venne a casa mia e  mi portò la cassettina di Catch a fire di Bob Marley, e posso dire che quello è stato il mio primo passo verso il reggae.

Il sole dentro è scritta da te?
Il testo è stato scritto da me e da un mio collaboratore, la musica invece interamente da me.

E’ evidentemente una canzone d’amore, è dedicata a qualcuno?
Certo alla mia ragazza, ma non è un pezzo fine a sè stesso nonostante sia molto semplice. L’amore tra due persone è una cosa di cui parlare ma a volte può essere l’unico “sole” in un mondo buio  e pieno di cose poco piacevoli.

Chi ti piacerebbe vedere sul palco dell’Ariston come ospite internazionale?
Ben Harper è il mio mito ma forse c’è già stato l’anno scorso, quindi mi piacerebbe vedere Jack Johnson o John Legend.

Se dovessi andare a Sanremo i rasta li terrai legati o sciolti?
Rigorosamente sciolti!

Ascolta Il sole dentro qui sotto!