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Marracash e Gué Pequeno tornano live nella “loro” Milano: il racconto di Santeria

scritto da Alberto Muraro

L’estenuante caccia al tesoro nella quale alcuni impavidi fan (leggasi, il sottoscritto) di Marracash e Guè Pequeno si sono imbarcati per ascoltare in anteprima una manciata di pezzi estratti dall’album Santeria è un viaggio straniante in una Milano che forse non esiste più, quella della seconda metà degli anni ’90, epoca in cui fra le gallerie di Corso Vittorio Emanuele si svolgevano ancora gare di breakdance e magari pure qualche battle di freestyle improvvisato. È stato proprio lungo queste pettinatissime strade da metropoli, così come nei sobborghi della periferia sud-ovest di Milano dalle parti di Via Lope de Vega e della temuta Barona (che, ricordo, “non perdona”) che i due rapper hanno mosso i primi passi nel mondo della musica e hanno trovato l’ispirazione per un disco capace di alzare (e di molto) l’asticella di un genere sempre più allo sbando nel nostro paese.

Santeria, il primo vero progetto congiunto dei MarraGué nonché concept album di tutto rispetto, rappresenta nascita e crescita umana e spirituale di due artisti che più di altri sono riusciti a mettere insieme le forze per un lavoro coerente, accattivante, prodotto e soprattutto scritto da dio, un viaggio musicale che inserisce lo spettattore, come un quadro impressionista, all’interno di quegli angoli sporchi del centro dove i ragazzini si fumavano gli spinelli (o si sparavano la prima dose) accanto ai barboni mentre tutto intorno le “sciure” facevano shopping, così come su quei bus (tipo il 76) dove è sconsigliato salire dopo una certa ora.

“Odio e amore io sono a metà, spesso vorrei trovarmi altrove” #amoreodio #equilibrio #milan #sch #italy #barona #baronia

Una foto pubblicata da Alessandro De Carne (@decarne_alessandro) in data:

La narrazione di Santeria si sviluppa dunque su tre livelli, nascita, ascesa e caduta di personaggi che fino a qualche anno prima si divertivano negli stripclub (è al Pepenero che i due hanno piazzato il QR code shazammabile di Maledetto me) e che poco dopo si ritrovano immischiati in giri molto più grandi di loro (se ne parla della magnifica Quasi amici): la rivincita, soprattutto se hai talento, è però dietro l’angolo, ed ecco che per quanto tu possa averne fatte riuscirai sempre a rialzarti ritrovandoti, d’improvviso, a firmare un contratto nei freddi uffici di Universal, zona Maciachini, dove è stata collocata (non a caso) la preview di Money.

Santeria non è però soltanto un disco sul successo e una celebrazione delle luci e ombre di Milano, ma è anche un disco sull’amicizia e il legame fraterno fra Marracash e Gué Pequeno, che a tratti si concedono momenti di cazzeggio quasi cameratesco (è il caso di Insta Lova, la cui anteprima è posizionata in un locale della “fighetta” Brera) dove tutto è permesso, anche fare battute pesanti sulle cantanti italiane come puro pretesto per burlarsi di quei colleghi che, puntualmente, le sfruttano a fini commerciali (vero, Pinocchio?).

Stasera e domani, 31 gennaio e 1 febbraio, Marracash e Gué Pequeno torneranno finalmente con il loro Santeria Live Tour nella metropoli dove tutto ha avuto origine: scontato dire che entrambi gli appuntamenti sono sold out ormai da mesi, ma ci mancherebbe pure altro. Il pubblico che attende i rapper all’Alcatraz è probabilmente quello che, fra tutte le date del tour, accoglierà i due con il calore più trascinante: nonostante molti siano forse troppo giovani per comprendere al 100% i riferimenti di Santeria (“i posti della tua città dove non sei mai stato tu che sei di lì“) sono pur sempre gli stessi ragazzini che “dentro i marsupi di Gucci hanno 4 telefoni e la medicina”, di quelli che ti ritrovi sui mezzi con la musica a palla e in giro a fare le “penne” davanti ai carabinieri con gli Scooteroni. E i carabinieri, muti. VROOM, VROOM.