Contest Lodovica: La mia felicità in un pezzo di carta

di admin

Per parlare delle mie passioni più grandi facciamo un salto indietro nel tempo. Torniamo al 14 maggio 2012 quando io ero seduta sul divano,alle 20.10, con la televisione sintonizzata a canale 613, ignara di come quei 45 minuti mi avrebbero cambiato la vita. Ma la sera dopo mi ritrovai lì, stesso orario, stesso divano, stesso canale. E così la sera dopo ancora, e quella successiva, e tutte le sere. Così cambiò la mia vita, senza accorgermene. Persi la testa per un telefilm, era strano per me, non mi era mai successo. Ah! mi sono scordata di dirvi che sto parlando di “Violetta”. Col passare del tempo mi innamorai anche degli attori, e ora sono i miei idoli! Io penso che non si può descrivere a parole l’amore per un idolo, si può solo vivere. L’idolo è quella persona che riesci a capirti meglio di un ragazzo o di un migliore amico, e tutto questo a migliaia di chilometri di distanza. Incredibile no? Un idolo è quella persona che non sa che esisti ma ti rende felice tutti i giorni. E’ colui che con il suo sorriso fa sorridere anche te, con le sue lacrime fa piangere anche te e con la sua voce ti fa vivere. Scusatemi, mi sono dimenticata di dirvi di chi so parlando. Sto parlando dei miei idoli, che hanno nome e cognome: Pablo Espinosa, Martina Stoessel, Jorge Blanco, Diego Dominguez, Candelaria Molfese, Lodovica Comello e Ruggero Pasquarelli. Come faccio a capire che sono i miei idoli? Dai piccoli gesti. Forse non mi crederete e forse vi sembrerà anche un po’ stupido ma quando ho scoperto di essere nata lo stesso giorno di lodo mi sono messa ad urlare, quasi piangevo. Invece ho proprio pianto quando Pablo ha detto addio a Violetta, quando Martina si è emozionata al balcone di milano, quando, al concerto, Candelaria ha fatto un assolo. E nel rivedere foto di Jorge,Diego e Ruggero da bambini mi vengono i brividi. Io mi ritengo fortunata, perchè in parte ho realizzato i miei sogni: sono andata ai concerti di violetta. Ma non sapete che fatica che fatica per andarci. I miei mi hanno detto no subito, appena ho proposto l’idea. Non sapete quanto stavo male. Ho pianto per una settimana, e non mangiavo niente, e sopratutto, non parlavo con nessuno, ce l’avevo con il mondo intero, tranne che i miei idoli ovviamente, loro anche in quel momento riuscivano a farmi stare bene. Ma quando si ha un sogno, non bisogna mai arrendersi, e io non mi sono arresa. Ho pensato:” Vabbene, se voi non volete comprarmi i biglietti allora farò tutto da sola, o quasi”. Mi ricordo quel momento come se fosse ieri. Arrabbiata nera e con gli occhi gonfi per le lacrime, andai da mia zia a raccontarle tutto. Ed è grazie a lei se ora sono la ragazza più felice del mondo .Il suo messaggio diceva queste precise parole:” Ora zio sta cercando di comprare i biglietti”. Quel broncio è diventato un sorriso e le lacrime sono sparite. Era il 20 novembre 2013, me lo ricordo come fosse ieri. Successe questo: tornai dalla palestra e stavo attraversando il cortile per andare a casa, quando mia cugina mi chiamò dal balcone:” Sara, mi è arrivato un messaggio dice che i biglietti sono partiti oggi da milano”. Non potete immaginare la mia reazione, avevo un sorriso che andava da un orecchio all’altro. Una volta salita a casa comincia ad urlare come una matta. Finalmente i miei sogni si stavano realizzando. Così la sera andai a casa di mia zia, saltellavo al posto di camminare , sempre con il solito sorriso in faccia. Quando aprii la porta non potei immaginare a quello che vidi: C’ERANO DUE BIGLIETTI SUL TAVOLO! I MIEI BIGLIETTI PER LA FELICITA’! Li presi in mano e li trattai come fossero la sacra sindone, e con le lacrime di gioia andai in cortile, ED URLAI DI FELICITA’. Urlai così forte che i vicini si affacciarono per vedere cos’era successo. E’ questo che mi rende felice, rivedere quei biglietti incorniciati sul muro. Mi rende felice la loro voce, la voce dei miei idoli, e so che arriverà il momento in cui li abbraccerò perche se lo vuoi davvero Todo es posible.

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