Bill Kaulitz mette in pausa un concerto: le fan, oppresse dalla folla, svenivano in continuazione

di Alice Ziveri

L’ultima (e forse unica) volta che si erano visti i Tokio Hotel interrompere un concerto era stato nel marzo del 2008 a Marsiglia.
Ogni fan lo ricorda bene: Bill si era trovato a muovere le labbra senza che ne uscisse un singolo suono, e soltanto quando era diventato evidente che c’era un problema si era ritirato dietro le quinte. La settimana successiva, l’intera rimanenza del 1000 Hotels Tour, una cosa come diciassette date, veniva cancellata. Bill era stato operato di cisti alle corde vocali.
Questo per dire che i Tokio Hotel non sono una di quelle band che di punto in bianco decidono di scendere dal palco, per un capriccio qualunque. Ci vuole un motivo forte, intrascurabile.

The show must stop

Il 2 Dicembre si è tenuto il primo concerto dei quattro in Messico, a Città del Messico.
Avrebbero dovuto essercene due, ma il precedente a Monterrey era stato annullato per problemi di sicurezza della location.
Problema che tuttavia non ha esitato a ripresentarsi al Palacio de los Deportes. Chi stava assistendo al concerto dagli spalti o dal fondo del parterre, si è trovato davanti a  qualcosa di insolito: nel bel mezzo dello spettacolo, nel bel mezzo di World Behind My Wall, nel bel mezzo della seconda strofa, Bill smette di cantare, scende le scale e sparisce backstage. Gli stessi Tom, Georg e Gustav rimangono interdetti, tant’è che si guardano fra di loro confusi, per poi lasciar cadere nel nulla le ultime note e raggiungere il frontman.
Lo show rimane fermo per circa un quarto d’ora, e al rientro sul palco Bill si scusa, dicendo che era necessario fermarsi per la sicurezza del pubblico.
Pare che abbia fatto questa scelta da sè, quando si è reso conto della situazione.
E’ stato poi riportato che le prime file si stavano letteralmente soffocando. Prese dalla smania di voler essere il più vicino possibile ai loro idoli, le fan spingevano, si schiacciavano, si arrampicavano le une sulle altre. La transenna antipanico stava per cedere. Moltissime sono svenute o si sono sentite male, e con fatica la security le ha letteralmente dissotterrate dalla morsa umana.
Scene di calca e perdite di sensi non sono nuove ai concerti dei Tokio Hotel, come a quelli di altre band con un pubblico affine.
Ma, da quello che si può intuire leggendo i racconti di chi c’era, questa volta si era ai limiti della follia.

Precedenti

Ma non basta.
Prima di questo episodio avevano colpito, giusto qualche giorno prima, i video dell’arrivo della band all’aeroporto di Santiago, Cile.
Il terrore dei quattro ragazzi si legge anche dietro le lenti scure…
Centinaia di ragazze e ragazzine di ogni età lanciano strilla perforanti e non si fanno scrupoli a scagliarsi verso di loro, spintonando chi c’è intorno e allungando le braccia per cercare di toccarli. Numerosi uomini della sicurezza e della polizia sono a malapena sufficienti a scavare lo spazio vitale in cui Bill, Tom, Gustav e Georg possano camminare per raggiungere la macchina (affatto tranquillamente).

"Fan" è un termine che originariamente è derivato dalla parola fanatic, per poi prendere un’altra accezione, più leggera, meno dispregiativa, meno ossessiva. In questi casi, ho l’impressione che si sia ritornati alla violenza del significato iniziale.

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