GingerGeneration.it

Tom Odell – Wrong Crowd: la recensione di GingerGeneration.it!

scritto da Alberto Muraro

Tom Odell è uno di quelli che difficilmente risponde alla domanda che gli poni in maniera lineare, gli piace molto (di)vagare nell’eloquio, forse perché le questioni che gli vengono poste lo annoiano, a lui piace tanto la musica, mica incontrare la noiosa stampa. Eppure al sottoscritto, seduto vicino a lui, ha sorriso, fatto l’occhiolino, stretto la mano e detto “hi how you doing?” a dimostrazione che alla fin fine è un ragazzo normale, forse con qualche grillo per la testa in più della media, tutto qua. Il suo secondo disco in uscita il 10 giugno, Wrong Crowd, l’ha presentato qualche giorno fa a noi addetti del settore, che abbiamo avuto la fortuna di ascoltare in anteprima il suo netto cambio di stile.

Già, perché se l’esordio di Long Way Down era fatto di brit pop spruzzato qui e là di quell’electro che tanto va di moda adesso, ora Tom ha deciso di diventare se vogliamo ancora più melodico e nostalgico rispetto a prima, dando vita ad un album che prende chiara ispirazione da James Blake (in Concrete) e ancor di più da un mostro sacro come Elthon John (nella bellissima ballad Constellations): il disco però non è solo ballate al pianoforte, ci sono anche sonorità più allegre e briose e diversi richiami agli anni ’70, come Here I Am, costruita a partire da un giro di archi da hit della disco music dei bei vecchi tempi andati.

Impossibile, o quasi, pensare che dietro al disco ci sia un progetto preciso e coerente: la chiave di lettura è difficile da trovare proprio perchè per Tom Odell, come preciato nell’intervista, la musica nasce da momenti spesso casuali, da una melodia che si trasforma casualmente in testo o viceversa, e questo secondo caso è proprio il processo creativo che ha dato vita a gran parte del disco (molto più del precedente): con questi presupposti allora l’artista britannico inserisce il jazz di Sparrow o Still getting used to being on my own, oppure la citazione da film hollywoodiana che apre Silouhette, pronta però a trasformarsi un attimo dopo in una canzone dalle caratteristiche simili ai pezzi delle boy band anni ’90. Il meglio però il buon Tom lo tira fuori quando si attiene al suo genere preferito, il brit pop duro e puro di Jealousy.

Non chiamatelo dunque concept album: Wrong Crowd è un disco che certamente parla di un mondo dove è difficile trovare una propria collocazione e dove appunto la folla che ti circonda è sempre quella sbagliata (o magari sei tu quello che non è fatto per stare qui) ma lo fa con la varietà di suoni dell’artista consumato (altro che 1990!) capace di spaziare con incredibile nonchalance dal funky, al pop, al pop-rock o, perché no, al Jazz con tanto di citazione colta.

Cosa ne pensate di Tom Odell?

tom odell wrong crowd cover

“Wrong crowd”
“Magnetised”
“Concrete”
“Constellations”
“Sparrow”
“Still getting used to being on my own”
“Silhouette”
“Jealousy”
“Daddy”
“Here I am”
“Somehow”