Che cos’è una vera principessa Disney e quali sono le sue caratteristiche?

di Alberto Muraro

Cenerentola, Biancaneve, Aurora, Belle e Ariel sono nell’immaginario comune la massima rappresentazione del concetto di principessa Disney. Le protagoniste di alcuni fra i più indimenticabili capolavori di animazione della storia del cinema ce le immaginiamo perfette, bellissime, con indosso abiti da sogno e di norma “accasate” con la crème de la crème dell’alta nobiltà. Ma sarà proprio così? E se i criteri per giudicare una vera principessa Disney come tale fossero diversi rispetto a quello che ci potremmo immaginare?

Ad una prima analisi, verrebbe scontato dire che una vera principessa Disney è (pensate un po’!) principessa per davvero. Ci riferiamo ovviamente alla figlia di re e di una regina, o al massimo alla moglie (presente o futura) di un principe. Sarebbe dunque questo il caso di Biancaneve (cacciata dal castello da parte della malvagia regina Grimilde) e di Aurora, figlia di due sovrani costretta a rimanere per anni lontana da palazzo a causa della terribile maledizione di Malefica. Un discorso simile lo possiamo anche fare anche per Ariel, figlia del re Tritone e, di conseguenza, principessa dei mari.

Frozen

Nel corso dei decenni che ci separano dai primissimi capolavori Disney degli anni ’20 e ’30 la percezione della figura femminile (per fortuna) è cambiata molto. Piano piano, l’immagine della principessa si è in qualche modo andata a sovrapporre a quella dell’eroina. Una figura di donna coraggiosa e dai sani principi, che combatte contro gli stereotipi della società machista e si dimostra molto più coraggiosa di tanti altri uomini. Pensiamo per esempio a Belle, che non è nobile di fatto ma lo è di certo di animo e che si impegna a scardinare le regole e le imposizioni dello smargiasso Gaston e della scorbutica Bestia. Pochaontas, figlia del capo tribù (e quindi principessa sì, ma fino ad un certo punto) ha dopo tutto una storia abbastanza analoga, così come Mulan.

Cenerentola, al contrario, considerata fra le principesse Disney per eccellenza non solo acquisice il titolo nobiliare ma non si dimostra essere nemmeno un personaggio particolarmente carismatico. Il quadro, anche per le principesse più note, diventa così particolarmente intricato.

A venirci incontro in questa disperata ricerca della definizione di principessa Disney, curiosamente, arriva il marketing. Già, perchè, nel caso in cui ancora non lo sapeste, le Principesse Disney sono un vero e proprio franchise. Stiamo parlando di un  un brand registrato di proprietà della Walt Disney Company creato nel 2000 da Andy Mooney, Responsabile Divisione Prodotto per Disney. In questo interessante articolo apparso sul New York Times si racconta della genesi del marchio e di come il concetto di principessa Disney fosse inizialmente piuttosto vago.

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Mooney decise di creare il brand Principesse Disney dopo aver partecipato ad uno spettacolo di Disney on Ice. In quell’occasione, si rese conto che molte delle bambine presenti indossavano costumi da principesse che, tuttavia, risultavano piuttosto “generici”. Ciò che mancava era una vera e propria “mitologia” di ogni singola principessa, il cui vestito avrebbe dovuto essere immediatamente riconoscibile. Curiosamente, la linea delle principesse Disney comprendeva in un primo momento anche Campanellino, esclusa poi dal franchise per non si sa bene quale motivo.

La mitologia, dicevamo. Ogni principessa ha una sua storia e una sua personalità. Questo è uno dei motivi per cui, se ci fate caso, quando i personaggi vengono rappresentanti in gruppo, ognuna di loro ha lo sguardo diretto in una direzione diversa. Fra le principesse del gruppo non c’è mai alcuna sintonia.

Se ci dovessimo basare solo ed esclusivamente sul marketing, insomma, le principesse Disney “ufficiali” dovrebbero essere, ad oggi, Biancaneve, Cenerentola, Belle, Aurora, Jasmine, Pochaontas, Mulan, Tiana, Rapunzel e Merida. Qualcosa non vi torna, non è vero?

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Incredibile ma vero, all’appello mancano fra le altre anche Elsa e Anna, le due protagoniste di Frozen, il lungometraggio di animazione di maggior successo della storia di Disney. Per non parlare poi di Moana, un’altra impavida figlia di capo tribù.

Disney, in questo senso, sembra averci fornito una chiave di lettura interessante in Ralph Spacca Internet, in uscita nelle sale italiane il 1 gennaio. Nella pellicola, il glitch Vanellope von Schweetz si ritrova ad un pigiama party in compagnia di tutte le principesse. Le dame presenti alla festa si interrogano sullo “status” della protagonista del videogioco Sugar Crush convincendosi che la loro nuova amica abbia effettivamente diritto “di sedersi con loro” [cit].

A quanto pare, dunque, non servono capelli o mani fatate, non è necessario parlare con gli animali, essere state avvelenate, rapite o maledette. Ciò che è più importante è che ad un certo punto tutti si convincano che i tuoi problemi si siano risolti solo ed esclusivamente grazie all’aiuto di un uomo “grande e grosso“. Se poi inizi a cantare una canzone osservando uno specchio d’acqua, il gioco è fatto.

 

 

 

Secondo voi quali sono i criteri che definiscono una vera principessa Disney?

 

 

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