Una donna promettente: caos in sala di doppiaggio, slitta al 24 giugno

di Federica Marcucci

Solo pochi giorni fa vi avevamo finalmente annunciato che Una donna promettente sarebbe uscito in italia il 13 maggio. Purtroppo bisogna cambiare la data sul calendario perché il film slitta – ancora una volta, ma non a causa del COVID-19.

Il film vincitore dell’Oscar alla miglior sceneggiatura ha infatti avuto dei guai inerenti al doppiaggio. Una questione che ha spinto la Universal a posticipare la distribuzione addirittura al 24 giugno.

Ma che cosa è successo?

La questione è semplice. Nel film il personaggio interpretato da Laverne Cox, donna transgender, sarebbe stato doppiato in italiano da un uomo; una scelta che ha scatenato le ire dei social. Da qui la volontà della Universal di chiamare una doppiatrice per poi procedere ancora una volta al missaggio. Un’operazione lunga, complessa e sì anche onerosa di questi tempi.

Ma è è stato davvero giusto così?

È chiaro che la scelta di Universal di procedere al ridoppiaggio di Una donna promettente sia legata strettamente ai tempi che stanno cambiando, e a un’attenzione sempre maggiore a tematiche di tipo etico.

Questo è necessario e giusto, eppure non è sempre facile stabilire un giusto confine su cosa bisogna e non bisogna fare in un presente in cui il passo falso sembra essere sempre dietro l’angolo.

Basti pensare che la stessa Laverne Cox in Orange in the New Black interpretava un personaggio trans e, in quel caso, le è stato affidato un doppiatore maschile senza troppo clamore. Il fatto però è che dietro a entrambi c’è sempre lei, il lavoro che ha fatto sulla sua voce, sulla gestualità e sulla mimica riguarda il suo lavoro attoriale.

Qualcosa che non potrà mai essere replicato in sala di doppiaggio, nonostante la bravura dei tanti interpreti della scuola italiana che ormai da decenni contribuiscono a fortificare l’immaginario cinematografico estero (americano soprattutto) nel nostro paese.

 

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Ed è proprio qui il nocciolo del problema. Non dovrebbe essere compito del doppiatore cercare di avvicinarsi il più possibile al lavoro fatto dall’attore quando lo rende in una lingua diversa? Questo può essere legato al genere, ma non necessariamente: l’importante è che il risultato sia in linea con il personaggio.

Per quanto riguarda Una donna promettente sarà molto difficile giudicare, visto che non potremo mai sentire il lavoro che era stato fatto dal primo doppiatore. Ci auguriamo perciò che questa seconda opzione non sia soltanto più rispettosa dell’interprete, ma anche del suo lavoro.

Quale sarebbe la soluzione?

Una soluzione a tutto ciò sarebbe favorire nel nostro paese la cultura dei film non ridoppiati. Qualcosa che solo da qualche anno sta lentamente prendendo piede anche da noi, ma che potrebbe permettere la fruizione del film così per come è stato pensato. Senza nulla togliere al fantastico lavoro che i doppiatori fanno in sala di registrazione.

Una donna promettente è diretto da Emerald Fennell e vede Carey Mulligan nei panni della protagonista.

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