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The Batman: Robert Pattinson è l’Uomo Pipistrello della sua generazione

scritto da Federica Marcucci
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The Batman riesce a raccontare ai giovani le loro ansie e i loro turbamenti grazie a un Uomo Pipistrello “generazionale”.

Diretto da Matt Reeves, il film è interpretato da Robert Pattinson, Zoë Kravitz, Paul Dano, Jeffrey Wright, John Turturro, Peter Sarsgaard, Jayme Lawson, Andy Serkis e Colin Farrell.

the batman

Un nuovo Batman

Dopo l’apertura del Multiverso MCU e a seguito del successo dell’amato (o odiato) Joker, The Batman era una scommessa difficile per la Warner Bros. Riportare in vita l’Uomo Pipistrello dopo il fallimentare esperimento con Ben Affleck sembrava impossibile.

Eppure Matt Reeves ci è riuscito dando vita a un supereroe “d’autore” che parla al pubblico senza arrampicarsi su specchi troppo simili a quelli di casa Marvel, che, a suo modo, omaggia nelle atmosfere quella Gotham City fumettistica dei film di Tim Burton ma che ricerca una direzione sua, voltando del tutto pagina rispetto all’esperienza di Christopher Nolan.

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Rottura con la tradizione

The Batman rompe con la tradizione cinematografica dell’Uomo Pipistrello ingannando lo spettatore nella prima manciata di minuti in cui tutti credono di star assistendo all’ennesima origin story, ma non è così. Nessun flashback di Bruce Wayne orfano, nessun “villain delle origini”. Solo pura vendetta.

È la prima volta che sul grande schermo si vede un Batman tanto arrabbiato, confuso e sopratutto ansioso di capire quale sia il suo posto nel mondo. Dei sentimenti che non sono propri solo del supereroe ma anche dell’uomo. Perché forse Batman non è mai stato così Bruce Wayne e viceversa.

The Batman

Uomo e supereroe si sovrappongono nell’inquietudine di un personaggio che Robert Pattinson riesce a incarnare in tutti i suoi chiaroscuri, tratteggiando non solo i tormenti di un essere umano ma anche quelli della sua generazione. Appesantito dalla sua storia personale e forgiato dalle sue paure, l’Uomo Pipistrello di Matt Reeves diventa così il simbolo delle mancanze proprie dei Millennials (e in parte anche della Generazione Z) che al di là dello schermo combattono ogni giorno i propri Enigmisti e Pinguini: per far sì che possa esserci davvero una speranza per il domani.

Questa la potenza comunicativa di The Batman che, anche grazie a un impianto narrativo ben strutturato e molto simile a un thriller (molti l’hanno paragonato al classico di David Fincher Seven), alla cura dei dettagli visivi e a trovate registiche molto interessanti, ci consegna una storia che non ricalca il fumetto in modo pedissequo, ma anzi lo permea per riuscire a raccontare chi siamo noi oggi. Giovani incasinati che si ritrovano a combattere e a pagare per l’eredità dei posteri, che sono una frana con le relazioni ma credono nell’amore e che, sopratutto, continuano a provarci perché altrimenti hanno già perso.

The batman

The Batman parla di noi nati tra gli anni ’90 e i primi 2000 e ci ha regalato un supereroe come noi, che vaga in moto con i Nirvana a tutto volume, che forse ha paura ma non si tira indietro. The Batman è un grido di speranza per noi, in questi tempi bui.

Una menzione speciale per la Catwoman di Zoë Kravitz che, finalmente, è riuscita a portare sullo schermo una Selina Kyle la cui intelligenza non viene messa in secondo piano rispetto all’aspetto esteriore.

E non dimentichiamo Colin Farrell, che passerà alla storia come “quello bravissimo che ha interpretato Pinguino ma chi era”.