I test d’ammissione 2020 come saranno con il Coronavrius?

di Claudia Lisa Moeller

I test d’ammissione per entrare nella facoltà dei propri sogni ci sono. Le date sono tutte elencate sul sito MIUR e sono le seguenti:

 

  • Medicina e Chirurgia, Odontoiatria e Protesi Dentaria, 4 settembre;
  • Medicina Veterinaria, 5 settembre;
  • Architettura, 6 settembre;
  • Professioni sanitarie, 12 settembre;
  • Medicina e Chirurgia, Odontoiatria e Protesi Dentaria in lingua inglese, 13 settembre;
  • Scienze della formazione primaria, 14 settembre;
  • Professioni sanitarie (laurea magistrale), 26 ottobre.

 

Anche se le date ci sono, rimane una domanda. Cosa succederà davvero a settembre? Le scuole dovrebbero riaprire dopo tutto. Se all’inizio la Ministra Azzolina aveva detto no, poi sì a doppi turni e ora si va verso ad un sì senza turni, arriva allora la domanda conseguente. Come saranno i test?

Come saranno gli esami d’ammissione con migliaia di candidati provenienti da tutta Italia in una sola enorme stanza? Negli anni scorsi si leggevano cifre da capogiro: solo l’anno scorso 68 mila candidati hanno provato il test di Medicina per nemmeno 12 mila posti disponibili. Al tempo del Coronavirus dove il distanziamento sociale è un dovere e gli affollamenti sono un divieto, come potranno avere luogo i test di ammissione?

In che modo pensano i vari istituti di garantire la sicurezza di candidati e lo svolgersi della prova? Se perfino la maturità è stata modificata per evitare gli assembramenti e tenere il più possibile le distanze, come sarà possibile con i test che attraggono migliaia di giovani?

Non solo rimane la domanda se ad inizio settembre, quando fa ancora caldissimo, si possa chiedere sul serio a migliaia di giovani di indossare per oltre 100 minuti di fila la mascherina. Certo, potrebbero comparire i divisori in plexiglas, dei quali nelle scorse ore si è parlato a lungo. La soluzione sarebbe davvero sul tavolo della Ministra Azzolina e sarebbe l’ultima trovata per poter riaprire le scuole in sicurezza. Scuole, non università. Tra l’altro una misura del genere verrebbe adottata solo per i test e poi che fine farebbero i suddetti divisori?

Non c’è risposta del decreto approvato sabato 6 giugno. Possiamo, però, controllare cosa hanno fatto alcuni istituti italiani che propongono durante tutto l’anno il test d’ammissione. Per esempio, il Politecnico di Milano ha continuato a proporre il proprio test d’ammissione online.

Ma è davvero possibile proporre online una prova d’ammissione, dove diventa impossibile controllare se il candidato ha copiato? O ancora: non si potrebbe abolire proprio il test d’ammissione? Probabilmente no, anche se la nuova didattica a distanza permetterebbe per alcuni corsi di laurea oggi chiusi (es. Psicologia) di poter avere più allievi.

Sicuramente questo anno accademico e scolastico 2019/2020 ha cambiato molto il modo di fare lezione ed essere in classe. Oltre alla riflessione sull’utilità del plexiglas a scuola, forse bisognerebbe anche ridiscutere l’esigenza di un test d’ammissione. Una volta che l’aula diventa digitale, ha davvero ancora senso parlare di numero chiuso?

 

E tu pensi che ci saranno quest’anno i test di ammissione?

 

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