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Santo Verduci: intervista al conduttore di Contactoons

scritto da Marco Della Corte
Santo Verduci: intervista al conduttore di Contactoons

Santo Verduci è un talento che ha fatto molto parlare di sé negli ultimi 10 anni per la sua creatività e le sue proposte a livello mediatico. Stiamo parlando  del conduttore di Contactoons, programma di successo che ha ottenuto (e continua a ottenere) numerosi consensi su diverse emittenti italiane. Il contenitore trasmette diverse serie animate sia occidentali che giapponesi, talvoltà alcune rarità mancanti da anni in tv. Santo, artista ecelettico essendo anche un ottimo cantautore e doppiatore, ha voluto generosamente offrirci un po’ del suo tempo e raccontarsi brevemente in questa intervista che vi propongo qui di seguito.

SANTO VERDUCI RISPONDE ALLE NOSTRE DOMANDE

Chi è Santo Verduci?

“Santo Verduci è un ragazzo calabrese che, fin dalla sua infanzia, ha seguito sempre il mondo dei cartoni animati. Ero un appassionato. Visto che negli anni ’80 c’era stato il boom delle tv locali e regionali e anche la nascita di tv importanti come le reti Fininvest, seguivo assiduamente questo percorso televisivo. Fin da bambino ho avuto sempre la passione per il canto e per la musica, finché terminate le scuole, ho fatto le valigie e mi son trasferito a Milano per proseguire e arricchire culturalmente anche il mio mondo professionale, fino ad arrivare dove sono arrivato. Ho avuto tante sfide, tante porte chiuse, tanti portoni aperti, come tutti nella vita … Ed ho iniziato con lo scrivere per Japan Magazine, intervistando qualche doppiatore … Finché non decisi di proporre all’editore di realizzare una compilation con le sigle originali dei cartoni animati, che ai tempi erano della Warner Music e che è JM Compilation volume 1. Ha venduto tantissimo, era il 2001/2002…”.

Da cosa nasce il tuo amore per le sigle e i cartoni animati?

“Alle scuole elementari ho avuto un “trauma”: non trovavo le figurine dell’Incantevole Creamy … Tra compagni di scuola ai tempi ci facevano portare un po’ di roba e anche qualche giocattolo … Eravamo molto più sognatori. Parto dal presupposto che quando una nazione sta bene o una persona sta bene economicamente, spende. Quindi c’era un giro di commercio e negli anni ’80 stavamo tutti bene. C’erano quindi le novità dell’arrivo di prodotti che prima non esistevano. Non eravamo limitati solo a Heidi e Goldrake. Erano delle cose che per noi erano novità, tipo i settimanali per bambini come il Corriere dei piccoli. Quindi, il cartone animato era visto come un mondo di fantasia e mi appassionavo alle sigle. Vedevo Yattaman e Mazinga Z. Inoltre, avevo due fratelli più grandi che già andavano alle medie, io ero l’ultimo fino agli anni ’90, perché poi è nato un altro mio fratello, e quindi da lì è nata una passione che mi è stata trasmessa anche dai compagni di scuola, che compravano le musicassette o gli LP di dischi che uscivano all’epoca”. 

Come nasce l’idea di un programma come Contactoons?

“Tutto è nato nel 2009/2010, perché avevo il pallino di condurre questa trasmissione. Ho bussato a varie emittenti televisive, persino alla Rai. Ho avuto l’appuntamento alla Rai di Torino dove c’era l’ex direttrice, che era entusiasta di Contactoons. Tieni a mente che a quell’epoca avevano, oltre alla Melevisione, anche dei cartoni animati e qualche altro rotocalco. Lei mi disse: “Guarda che Contactoons è una trasmissione di successo. Fra dieci anni sappi che ti copieranno” … Tu pensa che ho iniziato su Telemilano, un circuito che copriva solamente Milano città e parte della Lombardia. Abbiamo iniziato con cartoni animati come Negi maestro di magia e tanti si collegavano con lo streaming…”

Quanto hanno influenzato la tua creatura programmi storici quali Game Boat, Bim Bum Bam o Zap Zap TV?

“… Seguivo molto il lavoro di Alessandra Valeri Manera e poi mi sono appassionato anche grazie a Haim Saban, che era un produttore e distributore di serie televisive che si importavano qui in Italia, come Il magico mondo di Gigi ecc. . Ho studiato come tecnico dei servizi turistici, tutt’altro campo, ma davamo uno sguardo anche al mondo dello spettacolo, per questo ho anche un’infarinatura imprenditoriale. Mi appassionavo anche dal punto di vista aziendale, non solo sulla sigla e sul cartone animato. Ti dico la verità, di Bim Bum Bam alcuni sketch non mi piacevano, guardavo di più il cartone animato. Mi piaceva di più negli anni ’90 Big, perché era molto futuristico, molto trendy, molto meno “bambinesco” rispetto a Bim Bum Bam…”. 

Oltre a essere un conduttore sei anche un cantautore e doppiatore, tra i personaggi a cui hai prestato la voce c’è stato qualcuno a cui ti sei particolarmente affezionato?

“…Come voce sono affezionato a Galvatron dei Transformers perché, oltre ad aver cantato la sigla, Hasbro mi chiese di dare la voce a Galvatron e a Grimlock. Ho diretto anche il doppiaggio … In questi ultimi anni ho un contratto fisso con la Disney per Baby TV dove doppio varie serie televisive di cartoni animati e presto la mia voce a tanti personaggi…”.

Santo Verduci, un nome conosciuto dai fan di vecchia data per il suo lavoro su Japan Magazine. Ti va di raccontarci un po’ questa tua esperienza passata?

“Japan Magazine lo trovai in edicola per caso, ero affascinato perché pensai: “Finalmente una rivista dedicata ai cartoni animati!”. Cos’ho fatto? Siccome ero così appassionato, ho preso il numero di telefono per contattare la redazione, mi sono presentato e ho proposto “Le rivelazioni del Santo” ed è piaciuto, perché andavo a intervistare i doppiatori, cosa che in quella rivista non era mai stata fatta. Volevo trasformare la mia passione in un lavoro e così è stato … Sono stato lì due anni. Il direttore che era lì, Eusebio, era un direttore che dava molte opportunità ai giovani…”

Per Contactoons hai acquistato diverse serie rarissime quali Tansor Five e Marco Polo, ebbene, in futuro avremo occasione di rivedere cartoni introvabili quali Blue Blink, Clementine ed Estaban e le misteriose città d’oro?

“Sì, ci saranno anche dei graditi ritorni di serie anni ’90. Proprio oggi ho terminato di comporre assieme al maestro Gennaro De Stefano la sigla di King Kong, il cartone animato che anni fa è andato in onda su Italia 1, lo abbiamo preso noi. Canterò la nuova sigla italiana … Sto tenendo un mix di serie anni ’90, perché gli anni ’80 pian piano li sto abbandonando, in quanto è uscito quasi tutto si può dire. Clementine è nelle nostre idee di trasmetterla, ma anche altri cartoni animati che pian piano dobbiamo riportare in auge … Per Esteban conosco chi ha i diritti sia in Europa che in Giappone. Purtroppo alcuni doppiaggi Rai/Mediaset te li fanno strapagare e certe volte conviene ridoppiare un cartone animato e, ti dico la verità, certe volte lo ridoppi meglio…”

Ringraziamo Santo Verduci per il tempo che ci ha dedicato, voi quali cartoni animati vorreste vedere su Contactoons?