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Mulan continuano le accuse per questioni politiche: ecco cosa succede

scritto da Federica Marcucci

Sembra che il remake in live action di Mulan non sia nato sotto una buona stella. Inizialmente programmato per uscire nelle sale a marzo, il film è slittato più volte a causa del Covid-19 per poi uscire su Disney+. Una scelta, quest’ultima, che ha scatenato moltissime polemiche.

Come sapete il film è disponibile acquistando l’Accesso Vip a 21,99 €. Una cifra che va ad aggiungersi all’abbonamento annuale. Anche per questo molti paesi, tra cui la Francia, si sono rifiutati di aderire al progetto che penalizza non poco gli esercenti cinematografici.

Ma i problemi non finiscono qui. Come forse ricorderete la bufera era già iniziata in tempi non sospetti, quando l’attrice protagonista Liu Yifei si era detta favorevole alla brutalità della polizia cinese nei confronti dei manifestanti di Hong Kong pubblicando un posto su Weibo, popolare social cinese.

Una questione riaffiorata proprio in questi giorni con l’uscita di Mulan, tant’è che molti invitano a non vedere il live action al grido di #boycottmulan soprattutto dopo l’arresto di Agnes Chow attivista pro-democrazia che molti indicano come “la vera Mulan”.

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Pensate sia tutto? Non è così.

È venuto fuori che la Disney avrebbe girato alcune scene del film nella regione dello Xinjiang, una zona in cui la minoranza uigura viene perseguitata e costretta ai lavori forzati. Proprio nei titoli di coda la produzione ringrazia l’ufficio di pubblica sicurezza e altre istituzioni locali più volte coinvolti nello scandalo della persecuzione uigiura.

La campagna contro il film si fa ancora più feroce, soprattutto alla luce di queste ultime news. Non ci resta che aspettare l’uscita del live action nei cinema cinesi, ma di una cosa siamo certi: Mulan continuerà a non avere vita facile.

Perché tutto questo?

È abbastanza chiaro che l’obiettivo della Disney fosse quello di recuperare il mercato asiatico, cinese in particolare, dopo una serie di produzioni travagliate. Basti pensare alla versione animata di Mulan, che all’epoca in Cina non era piaciuta, ma anche a Kundun di Martin Scorsese (prodotto dalla Disney), film legato alla delicatissima questione tibetana.

Una patata bollente che arriva poche ore dopo la decisione dell’Academy di rendere i film statunitensi più inclusivi a partire dal 2024 rispettando diversi criteri. Tra cui proprio la rappresentazione delle minoranze etniche.

Avete già guardato il live action di Mulan, che cosa ne pensate?