La scuola è iniziata e il bullismo?

di admin

A tutti noi piace pensare che la scuola sia un posto sicuro, creato non solo per l’istruzione ma anche per tessere relazioni sociali, che aiuti i ragazzi a formare i propri gusti, il proprio carattere, che stimoli la mente e apra la  strada a ciò che si incontrerà nella vita. Purtroppo però la società di oggi è malata e le avvisaglie di questo si colgono già tra i banchi di scuola. Sempre più ragazzi e ragazze sono vittime del “bullismo”

Che cos’è il bullismo?

Per definizione il bullismo è “il fenomeno delle prepotenze perpetrate da bambini e ragazzi nei confronti dei loro coetanei soprattutto in ambito scolastico.”

Ci sono molti modi diversi per infliggere sofferenza ad altri e spaziano dalle minacce alla violenza vera e propria passando per il furto di oggetti personali, diffamazione, canzonamenti per l’aspetto fisico, per il credo religioso e per il colore della pelle, solo per citare alcuni esempi. Trattasi comunque sempre di umiliazioni che in un ragazzo che si sta formando possono causare danni irreversibili. La vittima di angherie alla lunga, per sottrarsi ai propri tormentatori preferisce non frequentare più i posti in cui teme di fare brutti incontri, perde l’interesse per la scuola, fatica a concentrarsi, si sente fragile e in breve subisce una rilevante diminuzione della qualità della propria vita (o gioia di vivere).

I persecutori a loro volta vittime?

La cattiveria difficilmente è giustificabile e per un ragazzo violento che rovina la serenità dei suoi simili è legittimo sperare in una punizione esemplare, ma le motivazioni di tale comportamento vanno ricercate in profondità. Cosa spinge un ragazzo a sopraffare i compagni? Perché per sentirsi davvero realizzati si ha bisogno di calpestare gli altri?
Vogliamo lasciare questi interrogativi aperti in modo che siano i nostri lettori a fornirci le risposte.

Come si combatte?

Il bullismo per essere sconfitto deve essere conosciuto ma soprattutto RIconosciuto. Alle prime avvisaglie bisogna immediatamente intervenire ma non solo, bisogna cercare di capire cosa possa aver dato origine ad un simile comportamento deviante. La famiglia e la scuola devono creare un ambiente socioculturale che favorisca la diffusione di concetti come la tolleranza e il rispetto sia per i più deboli ma anche per i cattivi (considerati essi stessi portatori di problemi).
Fondamentale è non lasciare mai soli i ragazzi con i propri disagi. Sia a casa che a scuola devono sapere che qualsiasi cosa succeda non devono tenersi tutto dentro perché ci sono adulti in grado di capirli e aiutarli. Se un ragazzo si sente capito può denunciare più facilmente soprusi e prepotenze che in questo modo non rischiano di trascinarsi per mesi con conseguenze devastanti, al contrario l’impossibilità di confidarsi potrebbe portarlo verso un irreversibile e deleterio isolamento.

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