Covid-19: è giusto o sbagliato tenere ancora aperte le scuole?

di Alberto Muraro
covid-19, Coronavirus, sintomi sospetti: quando è possibile rientrare a scuola?

Stiamo vivendo un momento storico senza precedenti. L’emergenza Covid-19 sta letteralmente mandando in frantumi le nostre certezze, ad ogni livello. E quello della scuola, indubbiamente uno dei più delicati, è uno di questi. Da settimane ci si chiede infatti se sia ancora giusto tenere le scuole aperte oppure no. I dubbi nascono alla luce di questa seconda ondata che ci ha travolti forse prima di quello che ci saremmo potuti immaginare. Ecco dunque un commento su questo tema.

Ma è davvero giusto tenere ancora aperte le scuole in Italia vista l’emergenza Covid-19?

Quando le scuole hanno riaperto un mese fa, il numero dei contagi di Covid-19 aveva già ripreso a risalire in modo piuttosto allarmante. Il punto è che, e ormai i dati abbiamo imparato ad interpretarli, il numero di ricoveri e terapie intensive era ancora sotto controllo. Arrivati a fine ottobre la situazione è ben diversa ed è molto delicata, seppure (almeno per ora) non tragica come quella di marzo.

covid-19

Il Ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina, a proposito, si è detta certa (citando l’ISS) che la scuola non sia uno dei principali luoghi di contagio. Ecco il post con cui il ministro ha motivato la sua scelta di continuare a battersi per una didattica in presenza.

Il monitoraggio settimanale dell’Istituto Superiore di Sanità dice che la trasmissione del virus dentro le scuole è…

Pubblicato da Lucia Azzolina su Sabato 24 ottobre 2020

Il problema è che le opinioni della ministra Azzolina cozzano con quelle di alcuni politici, come Vincenzo de Luca, governatore della regione Campagnia. De Luca, ieri sera, ha spiegato a Fabio Fazio che i numeri dei contagiati sono a suo avviso evidentemente legati al ritorno in classe di migliaia di studenti. Da qui la sua decisione di chiudere le scuole primarie e secondarie.

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Ma dove sta la verità?

Come spesso accade, la verità probabilmente sta nel mezzo e non esiste una reale soluzione condivisa e universale. Alla luce della situazione Covid-19 viene naturale pensare che la riapertura delle scuole abbia in qualche modo contribuito a diffondere ulteriormente il virus. I dati e le tempistiche, purtroppo, parlano piuttosto chiaro. Allo stesso tempo però va anche detto che rispetto ad altri contesti si è fatto di tutto per cercare di garantire quanto più possibile la sicurezza dei ragazzi, e questo proprio in considerazione del rischio potenziale.

Ancora per qualche tempo, dunque, è probabile che i ragazzi si dovranno abituare ad una didattica mista, che includa lezioni a distanza quanto più possibile. Questo principio però è difficilmente applicabile per le scuole primarie, dove i bambini hanno bisogno del contatto con i docenti e con i loro compagni. Viene davvero difficile pensare che possano apprendere a leggere e scrivere con la DAD, dietro lo schermo di un computer.

Una delle prospettive auspicabili e possibili, soprattutto se le cose si dovessero mettere male, è quella di un lockdown generalizzato che però non includa la chiusura delle scuole primarie. Qualcosa, questo, che è già stato messo in atto in alcuni stati europei come l’Irlanda.

 

 

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