Aiutare i bambini svantaggiati: il lavoro di una vita

di admin

Come hai cominciato a insegnare nel campo dell’istruzione speciale?
Quando ero al mio primo anno di college, ho lavorato come assistente in un programma per bambini svantaggiati in età prescolare e la cosa mi è piaciuta immediatamente. 

Hai sempre saputo di voler fare questo tipo di lavoro? 
Ho sempre saputo di voler diventare scrittrice, ma il mio coinvolgimento nell’istruzione speciale è avvenuto per caso. Me ne sono innamorata mentre lavoravo al programma per i bambini svantaggiati. 

Non è difficile lavorare con bambini gravemente disturbati? 
Io credo che l’istruzione speciale – e l’insegnamento in generale – sia più una vocazione che una carriera. Bisogna avere davvero il temperamento giusto per amarla e un desiderio straordinariamente forte di farlo. Ma se hai quel tipo di personalità, è stimolante, interessante e profondamente soddisfacente, anche se è un lavoro duro! 

Non ti deprime il fatto di non riuscire spesso a migliorare le cose?
Io sono una persona "orientata al processo", in contrapposizione al concetto di persona "orientata all’obbiettivo". Amo il processo con cui si fanno le cose e di conseguenza, il risultato non conta così tanto per me. Quindi mi piace stare in classe, stare con i bambini e quando lavoro vivo molto nel presente. Naturalmente, per il bene dei bambini, spero di essere in grado di aiutarli e che il loro futuro sia migliore, ma per me il risultato e il futuro non sono così importanti. Ho notato che le persone che tendono a essere depresse o che soffrono di "burn out" spesso sono quelle che sono più "orientate all’obbiettivo". Trovano difficile godere delle stessa esperienza quando ci sono così pochi risultati positivi. 

Mi potresti dire come potrei cominciare anch’io a lavorare in questo settore? 
Dato che è così importante sapere se la tua personalità è veramente adatta a questo tipo di lavoro, il mio consiglio è di fare del volontariato con i bambini difficili prima di cominciare qualsiasi addestramento formale. Se ti piace farlo come volontario, ti piacerà ancora di più farlo per soldi. 

Mi potresti indicare quale tipo di studi potrei intraprendere per diventare un insegnante come sei stata tu?
Non sono nella posizione migliore per dare consigli su una carriera, in parte perché ho seguito un iter molto strano, dato che la mia prima laurea è in biologia! Ma la cosa più importante è che io ho conseguito i miei certificati e diplomi più di vent’anni ed è possibile che da allora i requisiti siano molto cambiati. La miglior maniera per cominciare è quella di farsi consigliare dal counselor della tua scuola superiore o da una persona esperta in questo campo. 

Insegni ancora? 
Al momento no. Ho smesso di insegnare quando è nata mia figlia perché volevo stare con lei. Man mano che cresceva, ho cominciato a interessarmi ad altre cose, essenzialmente come consulente ed esperta sugli abusi infantili e ho continuato a scrivere. È possibile che ritorni a insegnare se ci saranno le occasioni adatte. 
Posso offrirmi come volontario o lavorare con te come tirocinante?
Dato che al momento non sto insegnando e mi muovo part-time tra vari programmi diversi, non posso adesso prendere né volontari né tirocinanti. Ma sicuramente nella zona in cui abiti ci sarà un altro insegnante o un’altra persona che lavora con i bambini che sarebbe felicissima di avere l’aiuto di un volontario. 

Hai aiutato la maggior parte dei bambini con cui hai lavorato? 
Vorrei poter dire di sì, ma questo non è un "gioco di numeri". Queste sono persone vere e situazioni di vita reale. Il massimo che posso dire è che spero di aver aiutato più di aver fatto danni. È importante che io precisi che non sono un’insegnante "speciale". Non ho fatto il mio lavoro meglio di molti, molti altri che lo fanno. La grande differenza tra noi è semplicemente che io so scrivere. Di conseguenza, voi sapete del mio lavoro. Ma c’è un esercito di persone molto impegnate e che lavorano sodo che fanno esattamente, se non più di quello che ho fatto io. 

Perché scrivi sempre dei tuoi successi?
Perché non molti sarebbero disposti a leggere dei fallimenti e inoltre i miei editori non li pubblicherebbero! Questo non significa che io non abbia dei fallimenti. Significa solo che i successi permettono di scrivere una storia più gradevole.

 

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