#università in trend topic in Italia: cosa chiedono gli studenti italiani?

di Claudia Lisa Moeller

Se ieri si discuteva online della corretta dicitura di plexiglas o plexiglass, oggi gli studenti italiani si chiedono un’altra domanda. Come facciamo a fare gli esami online? Che ne sarà dell’università?

 

 

 

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Sì, perché se anche potranno riaprire dal 15 giugno gli oratori e forse anche le discoteche ma delle università poco si sa. Le lezioni in questi mesi sono proseguite online, ma per gli esami? Le sessioni sono già incominciate e molti allievi online si lamentano che tra connessioni ballerine e incertezze dell’audio o del video non è sempre facile farcela.

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Università: ecco cosa chiedono gli studenti italiani al Governo

La rabbia è esplosa oggi online. In particolar modo sui social, specie su Twitter dove molti studenti si sono chiesti come dovrebbero fare online. Le università rimangono di fatto chiuse e off-limits non si sa fino a quando, ma le lezioni e gli esami sono andati avanti. Indipendentemente anche a volte dalla impossibilità di acquistare i manuali di testo online o in esercizi fisici. Perfino le biblioteche per lungo tempo sono state chiuse causa Covid-19 e non era possibile nemmeno prendere in prestito i manuali.

 

Così su Twitter molti studenti hanno chiesto come sia possibile che le discoteche potranno riaprire tra pochi giorni, ma di università non si parla.

 

La legge al momento non vieta di fare esami in sede. La legge dice che si possono fare gli esami in sede universitaria, se l’istituto può garantire gli spazi e le distanze sociali. Rimane imperscrutabile come mai le università né hanno fatto pressione a Roma per poter riaprire o poter almeno sollevare il problema come fare un esame. Molti online fanno notare che un esame saltato a causa della pessima connessione equivale a scena muta, quindi bocciatura. Non è mai successo a nessuno di avere un calo anche solo della corrente per non capire il disagio e il problema degli esami online?

Se per la maturità la Ministra Azzolina ha valutato che era necessario fare gli esami in presenza, perché non è stata presa una decisione analoga per gli studenti universitari?

Infine rimane l’ultima questione per ora timidamente sollevata da qualche studente: ma le tasse universitarie…? Di fatto quest’anno i ragazzi hanno avuto un servizio monco o perfino nullo, perciò ci sarà un rimborso? All’estero, come UK e USA, gli studenti universitari hanno sollevato la questione. In alcuni casi sono stati già fatti i rimborsi, in altri si prevede di trovare una soluzione di comodo per entrambe le parti (università e studenti). In Italia nulla di tutto ciò è stato discusso e ci chiediamo se ci saranno dei cambi per l’anno accademico 2020/2021.

 

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