Spinning out – recensione: Follia e drammi nel mondo del pattinaggio

di Elisa Baroni
spinning out

Spinning out è disponibile su Netflix dall’inizio dell’anno (guarda il trailer qui). Durante questa quarantena da Coronavirus serie, film, libri e documentari ci stanno tenendo compagnia. Tra le serie che abbiamo recuperato in questi giorni c’è stato questo teen drama che ci ha piacevolmente sorpreso. Ecco una breve recensione

Spinning Out ha come protagonista Kat Baker (interpretata in modo convincente da Kaya Scodelario nota per Skins), un’ottima pattinatrice su ghiaccio che dopo una caduta vede le sue speranza olimpiche infrangersi. Fin dai primi minuti capiamo però che la sua vita è resa difficile soprattutto dalla madre. Carol Baker è infatti una ex pattinatrice affetta da bipolarismo che proietta i suoi sogni infranti nello sport sulle figlie. In particolare, dopo la caduta di Kat sulla figlia minore costretta a intense sedute di allenamento. Sullo sfondo una costante sono i problemi economici.

Tuttavia, Kat abbandonata l’idea di una carriera individuale decide di cogliere l’opportunità di rimettersi in gioco come pattinatrice di coppia con Justin Davis. Justin è figlio di un ricco imprenditore, proprietario dell’albergo e della pista del paese in cui vivono. Un ragazzo in apparenza arrogante che nasconde però una dramma familiare che lo rende in realtà fragile e sensibile. Il rapporto e poi la relazione tra lui e Kat diventa sempre più intensa e procede tra scontri e romanticismo. Questo rapporto la spinge al limite e il suo bipolarismo causerà alla sua vita personale gravi problemi.

Lotta interiore, scontri familiari e ricerca di equilibrio

Spinning Out nel corso dei dieci episodi procede a un ritmo alternato e analizza le difficoltà e i problemi di una malattia mentale complessa come il bipolarismo. Una malattia che mette in crisi rapporti familiari e di amicizia. Un problema di cui spesso sia madre che figlia non vogliono parlare e cercano di nascondere perchè in pochi lo capiscono e lo accettano (come il padre che non riusciva a gestire la cosa). Il bipolarismo incide sulle relazioni, sul lavoro e lo sa bene la sorella minore di Kat che convive con loro da sempre.

La serie non cade negli stereotipi e racconta bene la lotta interiore, la paura e la ricerca costante di un equilibrio che la malattia impedisce. Mai banale, a volte cruda, intensa e con pochi personaggi tutti utili allo sviluppo della trama e ognuno con una storia da raccontare. Spinning out è un crescendo di emozioni e svolte impreviste che tiene incollati fino alla fine.

E voi, avete visto Spinning Out su Netflix?

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