Scuola: un arcobaleno di colori!

di admin

Integrazione, una parola un pò difficile ma dal significato semplice: imparare a stare insieme anche quando si è diversi. Una parola divenuta sempre più spontanea e frequente nel nostro vocabolario, soprattutto da quando, nelle nostre scuole, la percentuale di stranieri  aumenta sempre di più.

Una classe colorata

Negli ultimi tempi, la scuola, è diventata la manifestazione più evidente di quanto il fenomeno dell’integrazione sia ben evoluto. Basta entrare in una classe della scuola primaria per accorgersi della diversità multiculturale con cui si ha a che fare. Volti marocchini, cinesi, indiani… un vero mix di culture, lingue e tradizioni diverse. Ma per i più piccoli, la diversità etnica non sembra essere un problema.
I bambini si sa, usano la semplicità per farsi capire e non importa da quale nazione o paese lontano tu provenga, l’importante è giocare insieme divertendosi. La comunicazione non è fatta di molte parole ma piuttosto di sorrisi, gesti, disegni o fantasiose imitazioni per farsi capire.
Ma da dove arrivano i ragazzi stranieri che frequentano le nostre scuole? In testa alla classifica, con 105.000 bambini, ci sono i romeni, a seguire gli albanesi, 92.000, terzi i marocchini, 83.000 e infine i cinesi, 30.000.  Secondo un recente studio della Fondazione Agnelli, se nello scorso anno i bambini iscritti alla prima classe della scuola primaria erano circa 50.000, lo studio, curato da Stefano Molina e Rita Fornari, prevede che nel a.s. 2015-2016 il numero di bambini stranieri nelle scuole supererà la soglia dei 100.000 iscritti.

Svantaggi e vantaggi

La diversità culturale, insegna a stare insieme, insegna la solidarietà e la convivenza pacifica nonostante i limiti e le differenze culturali. Nessuna barriera o incomprensione. Un esperimento che promuove la socializzazione e il sostegno reciproco, educando al rispetto e a vivere la diversità in maniera spontanea e genuina. Non sempre però, si assiste ad un processo positivo di integrazione culturale. Sono molti i problemi e gli ostacoli che le scuole italiane affrontano per assorbire l’elevato numero di alunni stranieri e garantire loro un efficiente offerta formativa. L’ostacolo che numerosi insegnanti si trovano ad affrontare è di tipo linguistico: molti immigrati arrivano in Italia senza sapere parlare la lingua. C’è quindi bisogno di corsi di italiano per stranieri; corsi e progetti che non sempre vengono finanziati per mancanza di fondi. Per sussistere a questo complesso fenomeno, nell’ottobre 2007, è stato pubblicato un documento dal ministero dell’Istruzione dal titolo:  la via italiana per la scuola interculturale e l’integrazione degli alunni stranieri. Un documento fondamentale, che indica dieci concrete linee d’azione per una scuola che voglia essere all’altezza delle opportunità e delle difficoltà rappresentate da un panorama scolastico sempre più multiculturale. Molti sono anche i progetti e i seminari che vengono organizzati per sensibilizzare e aiutare i docenti e gli educatori alle modalità per una corretta ed efficace integrazione sociale e linguistica. Non ultimo, un importante seminario svoltosi a Riccione, promosso dal Miur e dall’ USR Emilia Romagna, rivolto ai dirigenti scolastici dal titolo "Dirigere le scuole in contesti multiculturali".

Come un celebre regista italiano disse: " Un linguaggio diverso è una diversa visione della vita"…

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