Scuola: le gite scolastiche sono sicure?

di admin

La scuola media romana Anna Magnani, si era recata a Cala Romano per partecipare a un campo-scuola per un corso di educazione ambientale. Alle 11.30 del mattino, un rumore sordo come quello di un boato fa preludere al peggio e infatti si tratta proprio di quello: una frana di tufo si abbatte su una quindicina di ragazzi. Molti di loro rimangono feriti, mentre Francesca e Sara di rispettivamente 13 e 14 anni, non ce la fanno. Rimangono sepolte qualche minuto sotto i pesanti detriti di tufo. Inutili i massaggi, inutili i soccorsi, troppo tardi, le due ragazze sono già morte.
Una vicenda straziante per alunni, genitori e docenti. La rabbia dei parenti non tarda a farsi sentire :
" Era una roccia friabile, doveva esserci una rete".

Interviene anche l’assessore dell’urbanistica di Ventotene che afferma che la Regione aveva già eseguito un intervento di abbattimento delle rocce pericolanti, ma, alla richiesta di ulteriori finanziamenti per mettere al sicuro altre zone dell’isola, c’è stata una risposta inadeguata. Severo e meravigliato il giudizio del ministro dell’ambiente Stefania Prestigiacomo: " E’ una tragedia straziante, resa ancora più assurda al fatto che sia avvenuta in una delle poche zone dell’isola considerate non a rischio".

Pericolo gite

La triste e agghiacciante vicenda alimenta le polemiche contro un altro grave e delicato problema : la sicurezza della gita scolastica. Per molti insegnanti e forse anche genitori, si tratta di un rischio e di una pericolosa responsabilità da prendersi sulle spalle. Negli ultimi periodi, quello che dovrebbe concretizzarsi come un momento di svago e di piacevole distrazione, sia per alunni che per insegnanti, per breve tempo lontano dagli stressanti ritmi scolastici, si è tramutato nel peggior incubo dei professori. Come dargli torto? Sono i numeri e le vicende a stare dalla loro parte. Una ragazza romana di 18 anni, quest’anno, ha perso la vita precipitando dal 6° piano dell’albergo londinese dove si trovava in gita; due italiani sono morti nel 2007 vicino a Vercelli in uno scontro in autostrada. Maestri e insegnanti sono terrorizzati all’idea che i loro alunni possano incorrere in rischi quali il coma etilico, la fuga, l’uso di droghe e in generale per tutti quei comportamenti che i ragazzi, sentendosi in balia del professore lontano dai genitori, si permettono di avere approfittando delle circostanze favorevoli.

Nuove misure di prevenzione

L’associazione genitori suggerisce di coinvolgere direttamente le famiglie per la pianificazione di ogni escursione e, aggiunge, tocca alla scuole vigilare sulla corretta applicazione delle norme che prevedono coerenza tra i programmi scolastici e le gite e che devono garantire standard di sicurezza adeguati. Dall’altra parte, pensare alla rinuncia della gita, fatto che avviene sempre con più frequenza, è un errore educativo. Si fa del "male" agli alunni privandoli di un’opportunità che potrebbe rivelarsi anche come la sola ed unica possibilità che hanno di guardare altri mondi e conoscere nuove città mai viste prima. Oltre a questo, la gita rappresenta anche un profondo scambio culturale e un ottimo strumento di socializzazione e di confronto. Sarebbe un peccato togliere questo privilegio formativo soprattutto quando, la maggior parte delle volte, è la scuola l’unica risorsa possibile per dar adito a questi generi di escursioni, irripetibili per il resto della vita di molti studenti.

Voi cosa ne pensate, rinuncereste mai alla vostra gita di classe? Sareste in grado di assicurare ai vostri insegnanti, l’adeguata correttezza e sicurezza che si richiede anche da parte degli alunni, per garantire un soggiorno piacevole e sereno, non solo a voi stessi ma anche ai vostri insegnanti?

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