Pasqua: origine e simboli

di admin

Quella della Pasqua è la più importante festa per i cristiani e viene celebrata ogni anno – in base a quanto deciso da tutte le Chiese nel Consiglio di Nicea del 325 – nella domenica che segue il plenilunio dopo l’equinozio di primavera. A Pasqua tutti i cristiani festeggiano la Resurrezione di Cristo, avvenuta il terzo giorno dopo la sua crocefissione.

La parola Pasqua deriva dall’ebraico "Pesach", che significa passaggio. Gli ebrei infatti, nel giorno di Pasqua, ricordavano (e ricordano tuttora) il passaggio del loro popolo dalla lunga schiavitù in Egitto alla libertà in Palestina. Cibi principali del pasto pasquale ebraico sono il pane azzimo (perchè a causa della fuga gli ebrei non fecero in tempo a farlo lievitare), le erbe amare in ricordo della condizione di schiavitù e l’agnello. Anche Cristo festeggiò insieme ai dodici apostoli la pasqua ebraica: l’ultima cena, poco prima di venire arrestato e quindi crocifisso.

Con la morte e risurrezione di Gesù proprio in concomitanza con la festa ebraica, la Pasqua iniziò ad assumere per i cristiani un significato tutto nuovo: il passaggio stavolta dalla morte alla vita.

Simboli pasquali

L’agnello, simbolo sacrificale per eccellenza nella Bibbia, rappresenta il sacrificio di Gesù, crocifisso sebbene innocente. Era il piatto principale già del pasto pasquale ebraico.

Le uova hanno una tradizione molto antica. Nella concezione pagana ricordavano il risveglio della primavera ed erano simbolo di fecondità, con la Pasqua cristiana annunciano invece la nuova vita che nasce con la Resurrezione.

La colomba è un simbolo dello Spirito Santo. E’ inoltre l’animale che, dopo il diluvio universale, tornò da Noè portando un ramoscello d’ulivo nel becco, segno della nuova alleanza tra Dio e l’uomo.

Il coniglio, in inglese Easter bunny, porta soprattutto negli Stati Uniti le uova ai bambini, secondo una tradizione pagana. 

 

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