Bullismo: quando il professore non si accorge di niente!

di admin

Siamo sempre più a conoscenza di spiacevoli fatti di cronaca che hanno come protagonista la violenza messa in atto da compagni di classe su altri ragazzi considerati da loro "inferiori o deboli". Il bullismo è un male che degrada lo sviluppo sociale, aumentando l’aggressività e la criminalità tra i ragazzi.  Di recente è capitato a Brescia, nei pressi di una scuola media di Salò. Una vicenda preoccupante che allerta le nostre coscienze e in particolare quelle di genitori e professori.

Il fatto

Brescia, l’episodio a febbraio. Durante la lezione di francese in una seconda della scuola media, una ragazza di 12 anni, sarebbe stata costretta dai suoi compagni di classe a inginocchiarsi sotto il banco mentre loro si abbassavano i pantaloni, costringendola ad un rapporto orale, protetti da altri 12 ragazzi. Il professore che nel frattempo stava interrogando, non si è accorto di nulla. La notizia si è sparsa rapidamente perchè alcuni compagni ne hanno parlato col professore di italiano che ha riferito tutto alla preside la quale, ha provveduto a sospendere per alcuni giorni i tre protagonisti della triste vicenda ma anche la ragazza stessa. La preside è accusata di omessa denuncia.

Non un’episodio ma una vera persecuzione

Un fatto di cronoca che avvilisce e sconforta. Certe cose, si dice, non dovrebbero più capitare soprattutto non in un luogo pubblico come la scuola per lo più nel momento in cui la classe stessa è sotto la sorveglianza di un professore. Una mancanza inaccettabile. I ragazzi hanno anche ammesso di essersi divertiti. La ragione che ha fatto scatenare questa violenza sarebbe di origine sentimentale. secondo i carabinieri infatti, ad Anna, la vittima, piaceva un compagno di un’altra classe, i suoi tre compagni di classe minacciavano di raccontare tutto a lui così, in cambio del loro silenzio le avrebbero estorto circa 300 euro dall’inizio dell’anno. Quella mattina il gruppetto ha però deciso di alzare le pretese.

Pericolo bullismo

Il bullismo è un fenomeno sempre più diffuso che lascia amarezza ogni volta che si manifesta. Esso riguarda sia maschi che femmine ma nei due sessi si esprime in modo differente. I maschi mettono in atto soprattutto violenze di tipo diretto, come aggressioni fisiche e verbali. Le femmine, invece, utilizzano in genere modalità indirette di prevarcazione e le rivolgono sia ai maschi che alle femmine. Le età più a rischio di bullismo sono i bambini tra i 7-10 anni e i ragazzi tra i 14-17 anni.

Il ministro Maria Stella Gelmini, giudica il fatto "inaccettabile e di una gravità inaudita". Fatti del genere fanno riflettere e preoccupano l’intero Paese, oltre a trasmettere l’immagine di una scuola italiana con difficili problematiche che devono essere risolte al più presto.  La scuola dovrebbe saper formare gli alunni, non solo dal punto di vista culturale, ma garantire una disciplina anche di tipo morale che prevenga queste spiacevoli vicende. Nasce spontaneo domandarsi se non sia necessario introdurre a scuola una formazione specifica riguardo il vasto e importante tema dell’educazione sessuale, tematica che si tende a tralasciare e che invece il mondo giovanile ha bisogno di conoscere e di affrontare con la giusta cautela e conoscenza. Il tema dell’affettività tende ad essere sottovalutato dal mondo giovanile, prendendolo troppo spesso con superficialità e noncuranza. E’ per questa ragione che è importante educare i ragazzi a una giusta conoscenza della materia sessuale, in modo che siano in grado di dargli la dovuta importanza e il giusto rispetto che questa tematica merita.

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