Over the Moon: la recensione del film di Glen Keane prodotto da Netflix

di Federica Marcucci
over the moon

Si intitola Over the Moon il coloratissimo film d’animazione prodotto da Netflix e Pearl Studios. Un film molto atteso da tutti gli appassionati di cinema di animazione perché dietro la macchina da presa c’è una leggenda: Glen Keane. Per chi non lo sapesse l’animatore che ha dato vita a personaggi memorabili di casa Disney: Ariel, la Bestia, Aladdin, Tarzan per citarne alcuni.

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Buffo che il film sia approdato ieri sulla piattaforma, a poche ore di distanza dal trailer di Raya e l’ultimo drago il prossimo film della casa di Topolino. Il confronto, anche non volendo, sorge spontaneo data la presenza di un veterano come Glen Keane.

Quello che ci ha stupito di Over the Moon è il suo essere diverso rispetto a molti altri film d’animazione che si sono visti negli ultimi anni. A riprova che Netflix sta cercando (felicemente) di investire in questo settore puntando sull’originalità. Un po’ come era successo l’anno scorso per Klaus.

Il film

Over the Moon racconta la storia della giovane Fei Fei, da sempre affascinata dalla leggenda della dea della luna Chang’e. Per provare la sua esistenza a suo padre e per onorare il ricordo di sua madre, la bambina intraprende un fantastico viaggio che la porterà a fare i conti con nuove emozioni. Sulla Luna lei e la stessa dea impareranno a dare valore all’amore in tutte le sue forme, accettando cosa viene dato e lasciando andare chi non c’è più senza però dimenticare.

OVER THE MOON

Tra leggenda, realtà e immaginazione 

Over the Moon ci trasporta in un mondo coloratissimo che, ispirandosi a una leggenda cinese, a cui si rifà la famosissima Festa di Metà Autunno, mescola realtà e immaginazione sfruttando al massimo tutte le potenzialità del cinema d’animazione.

Non a caso i colori, le ambientazioni e lo studio dei personaggi sono le cose che colpiscono di più di un film che – siamo sicuri, verrà ricordato per aver portato qualcosa di diverso nel cinema d’animazione. Soprattutto per quanto riguarda la sua eroina: un personaggio femminile diverso rispetto a quelli che siamo abituati a vedere, ormai troppo simili tra loro.

Unico neo, forse troppe canzoni che risultano più godibili in lingua originale piuttosto che in italiano.

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