Le nostre ragioni di leggere sono strane…

di admin

Tutte le indagini dicono che ragazzi leggono sempre meno e comunque poco.
Ma se la lettura è un’attività poco praticata dai giovani la responsabilità è sia della scuola che delle famiglie che impongono come un dovere ciò che invece dovrebbe essere vissuto in piena libertà!

“Il verbo leggere non sopporta l’imperativo”, dice Pennac in “Come un romanzo”, libro semplice e scorrevole che si propone il compito di risvegliare il gusto per la lettura (se leggere vi fa “schifo” accettare quest’ultima sfida, comprate il libro e dedicategli un’ora, mal che vada sarà il vostro ultimo tentativo..)

Il libro deve essere un complice, come un amico, un mezzo per ampliare i propri orizzonti e per costruire mondi inediti e come tale dovrebbe essere proposto alla lettore.La lettura ha una virtù paradossale che nel momento in cui viene scoperta diventa una necessità: permette “di astrarsi dal mondo per trovargli un senso”.

La lettura nasce dal piacere stesso di leggere, motivo per cui leggere un libro che piace diventa un diritto, “bisogna leggere, bisogna leggere per vivere, e questa assoluta necessità della lettura è ciò che ci distingue dalla bestia, dal selvaggio, dal bruto ignorante…”. “Concede tregua all’esistenza” e “permette di vivere un’intimità paradossale tra due solitudini, quella del lettore e quella dell’autore”.
“A leggere si impara leggendo”. La voglia di leggere e la curiosità intellettuale sono come l’altruismo: non sono innati, hanno bisogno di essere stimolati.
“Il piacere di leggere non è andato perduto. Si è solo un po’ smarrito: e lo si può ritrovare facilmente”. Il modo migliore per pubblicizzare la lettura è ridere leggendo, se i ragazzi avessero in casa qualcuno che lo fa, le librerie aumenterebbero notevolmente le loro vendite.

Gli appassionati di avventura portebbero scegliere un giallo, in cui la vivacità dell’azione e della fantasia, l’incalzare degli eventi drammatici, delle vicende misteriose, degli straordinari colpi di scena ne fanno una lettura che non lascia tirare il fiato finché non si arriva all’ultima riga.
Tra i gialli più famosi ci sono i libri di Agata Christie.

Coloro che identificano nella lettura un piacevole intrattenimento possono far cadere la loro scelta sul genere satira. Si tratta di una scrittura umoristica-immaginativa e come tale è contraddittoria, emozionante e complessa.
La satira è un mezzo che permette di esprimere con ironia, sarcasmo o cattiveria giudizi proibitivi, critici o morali spiazzando ed eliminando l’avversario a volte con lo sberleffo più atroce.
Si spazia dalla satira politica, allo scherno della quotidianità, si sdrammatizza la guerra, si gioca con la fantasia; immagini grottesche si intrecciano ad
espressioni delicatamente pungenti che fanno sorridere sotto lo sguardo attento e scrutatore di chi riesce a raccontarsi anche solo con i propri disegni.
Coloro che cercano nella lettura un coinvolgimento sentimentale, possono leggere i romanzi con le grandi storie d’amore.. dai classici ai più moderni, ma anche perché no le biografie e i libri a carattere storico (perché la vita reale molto spesso supera la fantasia dei romanzieri più bravi…).

Ultimo consiglio: non scegliete un libro dalla copertina, fatevi consigliare (magari dalla nostra rubrica…!). Pensateci: se leggere è un po’ come partire per un viaggio e il libro è la nostra guida e il nostro compagno, partireste con un sconosciuto che non vi dice dove vi porterà?


I diritti imprescrittibili del lettore secondo Daniel Pennac

 

  1. Il diritto di non leggere
  2. Il diritto di saltare le pagine
  3. Il diritto di non finire il libro
  4. Il diritto di rileggere
  5. Il diritto di leggere qualsiasi cosa
  6. Il diritto al bovarismo (malattia testualmente contagiosa)
  7. Il diritto di leggere ovunque
  8. Il diritto di spizzicare
  9. Il diritto di leggere ad alta voce
  10. Il diritto di tacere
     

Articoli Correlati