Decreto Gelmini: cosa cambierà?

di admin

Il decreto Gelmini è diventato legge e verrà applicato a partire dal prossimo anno scolastico.
Una dele principali novità da esso introdotte è la reintroduzione del voto in condotta, inteso come strumento contro il bullismo. Gli insegnanti e i genitori sono contenti di avere maggiori tutele per i propri figli a scuola. Da parte degli studenti c’è però il timore che il voto in condotta sia utilizzato male dagli insegnanti, per giustificare antipatie e per imporre un regime di paura.

Decreto anti bullismo
Di bullismo abbiamo sentito parlare tantissimo durante tutto il 2008. Il fenomeno fino ad allora nascosto è esploso con tutta la sua carica di dolore per chi ne è stato vittima e di rischi per chi lo ha praticato. Ma in una scuola dove gli insegnanti hanno perso tutto il loro potere di imporre disciplina agli studenti, era necessario creare strumenti concreti per garantire i diritti e stabilire i doveri di studenti e insegnanti.

Proprio in questo contesto è nata l’idea – promossa dal ministro Mariastella Gelmini – di portare nuovamente il voto in condotta nelle pagelle degli studenti. La proposta del ministro della Pubblica Istruzione è diventata legge con il decreto n°5 del 16 gennaio 2009. Potete leggerlo integralmente sul sito del Ministero della Pubblica istruzione, oppure leggete qui di seguito i punti salienti del documento.

ARTICOLO 1: finalità del decreto

Il decreto a tutela degli studenti
Se applicato correttamente, il decreto tutelerà gli studenti senza arrecare danno a nessuno: è infatti specificato all’articolo 1 del documento che lo scopo del decreto è promuovere "comportamenti coerenti con il corretto esercizio dei propri diritti e al tempo stesso con il rispetto dei propri doveri, che corrispondono sempre al riconoscimento dei diritti e delle libertà degli altri".

Il voto sarà quindi determinato non solo da comportamenti particolarmente gravi (violenze fisiche o psicologiche su altri studenti), che porteranno all’insufficienza e quindi alla bocciatura, ma anche dalla valutazione del comportamento più generale degli studenti. Per intenderci, veranno valutati positivamente gli studenti rispettosi dei valori della cittadinanza e della convivenza civile, come la tolleranza, il pluralismo di opinioni, la capacità di dialogo.

Non è una novità che gli studenti abbiano dei diritti nei confronti degli insegnanti, ma è importante ricordare che gli studenti stessi devono rispettarsi tra loro e che il loro diritto smette di essere tale quando lede la libertà e i diritti di altri.

Voto in condotto come strumento di tortura?
Il timore più grande degli studenti è che gli insegnanti utilizzino male il nuovo strumento offerto dal decreto, per giustificare antipatie e spaventare la classe. Questo punto viene così chiarito, sempre nel primo articolo del decreto:
"La valutazione del comportamento non può mai essere utilizzata come strumento per condizionare o reprimere la libera espressione di opinioni, correttamente manifestata e non lesiva dell’altrui personalità, da parte degli studenti".

Detto in parole povere: potete esprimervi liberamente, basta che lo facciate in modo civile: senza urlare, rompere qualcosa, offendere qualcuno con parole pesanti..

Leggi anche: Come verrà valutato il comportamento degli studenti e che effetto avrà?

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