Death Note: 5 curiosità sulla serie, la vera natura di Light

di Marco Della Corte
Death Note: 5 curiosità sulla serie, la vera natura di Light

Death Note è un anime del 2006 tratto dall’omonimo (e fortunatissimo) manga di Tsugumi Ohba e Takeshi Obata. Il gioco psicologico tra il protagonista, Light Yagami, brillante studente liceale che vuole epurare il mondo dalla malvagità e il geniale detective L ha attirato l’attenzione di milioni di lettori e telespettatori in tutto il mondo. Un franchise che ancora oggi è molto apprezzato e che continua a sfornare diversi spin-off, anche live action.

Non è da escludere che nel futuro prossimo, grazie alla fama di cui gode la creatura dei maestri Oba e Obata, venga proposto un eventuale sequel della storia, fumettistico o animato che sia. Tuttavia, con questo articolo non vogliamo proporre, in realtà, nuovi aggiornamenti sul titolo, ma più che altro informazioni, chicche e retroscena interessanti sull’oscuro, inquietante, ma allo stesso tempo magnetico universo di Death Note e dei suoi personaggi. 

DEATH NOTE: DIVINITÀ, GESÙ E SIMBOLOGIA

In un mondo in cui gli esseri umani vengono in contatto con entità sovrannaturali, ovvero gli shinigami, è ovvio che esso sia contornato da una moltitudine di simbologie riguardanti il mistico e lo spirituale. Pur essendo oscuri dei della morte, Ryuk, Rem e gli altri loro simili sono pur sempre divinità, appartenenti dunque a un piano superiore all’umano, con una conoscenza esoterica e proibita alla maggior parte dei comuni mortali. Ma non sono solamente gli shinigami a richiamare il divino nel manga e nell’anime di Death Note

Misa Amane, ad esempio, ha nella sua stanza un’immagine della Vergine Maria. Nella prima opening di Death Note, inoltre, si può notare per qualche secondo il personaggio di Naomi Misora seduta con in braccio quello che sembra essere il corpo senza vita del fidanzato Raye Penber. Ebbene, il fotogramma in questione è una chiara citazione, seppur lugubre e sicuramente dissacrante, alla Pietà di Michelangelo. Come non menzionare poi la scena in cui L asciuga i piedi di Light, che rimanda al celebre episodio biblico della lavanda dei piedi in cui Gesù annuncia che uno dei suoi discepoli lo tradirà di lì a poco?

L: UN DETECTIVE MISTERIOSO E GENIALE

Per tutto il primo volume di Death Note, L non appare mai in viso. All’inizio è possibile solo vedere la sua sagoma in penombra o attraverso un computer di colore bianco PowerBook G4 Macintosh. Infatti, grazie all’aiuto del suo fidato maggiordomo Watari, il detective si mostra in videoconferenza tramite una L di colore nero in carattere Old London simboleggiante il suo nickname. L, inoltre, è il protagonista di un’avventura prequel narrata in un libro pubblicato anche nel nostro paese. Nel racconto, il futuro (e acerrimo) nemico di Light riesce a catturare un pericoloso serial killer conosciuto come BB (Beyond Birthday)

LA CITAZIONE A UN ARTISTA NOSTRANO

Per quanto tetro e inquietante il mondo degli shinigami è caratterizzato dalla presenza di alcune strutture sferiche, che sono un chiaro omaggio all’artista italiana Arnaldo Pomodoro. Pomodoro è uno scultore e orafo molto apprezzato in Giappone. Il suo marchio di fabbrica è infatti il cerchio. Le sue opere più più celebri, le sfere in bronzo, sono caratterizzate da una circonferenza precisa rappresentante la perfezione. Alla fine, per quanto spaventosi, anche gli dei della morte sono sensibili all’arte che è immortale!

IL CAPITOLO PILOTA

Prima della serializzazione del manga regolare, su Weekly Shonen Jump venne proposto uno one shot in cui erano posti particolari del tutto inediti (e assenti) nel fumetto canonico di Death Note. Tra questi la presenza di una gomma capace di riportare in vita coloro che erano stati nominati nel quaderno della morte e, di conseguenza, uccisi. Ci piace pensare che tale gomma fosse un elemento simboleggiante speranza; un elemento ottimistico, rispetto agli innumerevoli omicidi che abbiamo visto nel manga e nell’anime. 

LIGHT: UN MALVAGIO? NON PROPRIO…

Secondo Tsugumi Ohba e Takeshi Obata, Light Yagami è un personaggio né buono, né cattivo, bensì diabolico! La storia del manga/anime ci fa vedere come inizialmente Light sia un liceale tanto brillante quanto apparentemente gentile con il prossimo. Del resto, una volta giunto in possesso del Death Note grazie a Ryuk, il suo desiderio è far trionfare la giustizia, con metodi davvero poco ortodossi certo, ma il suo fine iniziale può  essere considerato volto alla protezione degli innocenti. Col tempo, il nostri (anti)eroe subisce una trasformazione radicale, che lo porta a essere cinico e machiavellico e da quel momento agisce solo per i suoi obiettivi personali, tutt’altro che altruistici. Poco importa se a pagarne le conseguenze siano non solo malvagi, ma anche brave persone. 

Avete altre curiosità che volete aggiungere riguardo Death Note? Dite la vostra!

 

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