Arriva D-Arianna, la app che riduce le bevute

di admin
D-Arianna su smartphone

Una app per bere in modo consapevole. L’hanno sviluppata i ricercatori dell’Università di Milano Bicocca e si chiama D-Arianna.

Una sinergia tra Italia- Inghilterra. Dal 37 al 18 per cento. Di tanto si è ridotto il rischio di binge drinking,  l’assunzione di elevate quantità di alcool in brevi periodi di tempo grazie alla app per smartphone ideata da Giuseppe Carrà e Massimo Clerici, ricercatore e professore associato di psichiatria nell’ateneo milanese, insieme con Paul E. Bebbington, professore emerito della stessa disciplina dello University college di Londra.

Che cosa è il bindge drinking? Il bindge drinking è definito come l’assunzione consecutiva di più di cinque bevande alcooliche per gli uomini e quattro per le donne.

Come funziona la app? D-Arianna consente di stimare il  rischio del bere grazie a una serie di domande sulle abitudini di consumo di alcool e sostanze stupefacenti e non solo. L’applicazione è scaricabile gratuitamente da Google Play e Apple Store ed è stata inserita nella National health apps library del Regno Unito.

Una ricerca di prestigio. I risultati della sperimentazione dell’applicativo sono stati pubblicati sulla rivista Journal of adolescent health. La ricerca ha riguardato 507 giovani tra i 18 e i 24 anni, 264 donne e 243 uomini. Li hanno incontrati vicino a i pub, discoteche e aree di concerti a Milano.

Intervistati dai giovani. Dodici intervistatori, di età vicina a quella degli intervistati, hanno intervistato i giovani tra i 18 e i 24 anni nei luoghi più caratteristici della movida milanese, in particolare in zone ove la concentrazione di locali notturni è particolarmente elevata. Tra le domande proposte dall’app, il rapporto con alcool, fumo e droghe a livello personale e nella propria cerchia di amici, l’età in cui si è iniziato a fare uso di alcool e altre sostanze, il successo negli studi, l’attività lavorativa svolta, il background familiare e sociale, le convinzioni riguardo agli effetti, anche sociali, prodotti dall’uso dell’alcool.  Dopo due settimane è stato fatto ripetere il test ed eseguendo lo stesso calcolo è emerso che il fenomeno del binge drinking tra i partecipanti si è più che dimezzato, passando appunto dal 37 al 18 per cento.

Una versione inglese e una italiana. L’applicazione è stata sviluppata dalla software house Eikondata in due versioni, rispettivamente in lingua italiana (Android, iPhone) e inglese (Android, iPhone), ed è rivolta principalmente ai giovani coinvolti o potenzialmente coinvolti nel fenomeno del binge drinking, come ad esempio i frequentatori più assidui di discoteche e luoghi di ritrovo.

E voi cosa ne pensate? Può essere utile una app per bere con consapevolezza?

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